Politica Savona

Primo Consiglio Comunale a Savona: il discorso di MArco Russo

Ecco il discorso di Marco Russo, Sindaco di Savona, pronunciato oggi in occasione del primo consiglio comunale

Signor Presidente, Signori Consiglierim Signori Assessori e Signora
Segretario Generale
E’ un onore assumere la carica di Sindaco di Savona, indossare questa
fascia che rappresenta tutta la città e presentarsi davanti al Consiglio
Comunale in questa prestigiosa sala.
È un onore prestare il giuramento di fedeltà alla Costituzione, pietra
fondante della nostra Repubblica Democratica.
È un onore rappresentare la città medaglia d’oro alla Resitenza, decorata,
come ci ricorda la targa che domina sopra di noi, per “la tenacia nella
fedeltà ai più alti ideali di Libertà e di Giustizia”.
Questo onore si traduce anche in RESPONSABILITA’ verso la storia della
città, che gli importanti affreschi di Eso Peluzzi ci ricordano: una storia,
quella di Savona, estremamente ricca di momenti alti, di una città che ha
saputo essere protagonista ed interpretare le spinte più avanzate nelle
diverse fasi storiche, dal Risorgimento, all’antifascismo e alla resistenza, al
dopoguerra industriale; una città che anche quando è caduta ha saputo
rialzarsi con determinazione e lungimiranza.
Ebbene, noi, nel nostro piccolo, ci inseriamo in questa storia e dobbiamo
interpretare il nostro ruolo avendo davanti agli occhi gli esempi più elevati
di chi ha saputo disegnare il futuro della comunità savonese, solidale e
democratica.
In questo contesto assumiamo anche una alta responsabilità verso le
istituzioni democratiche.
Come ho dichiarato all’atto del mio insediamento, quando si assumono
cariche pubbliche è doveroso ricordarsi che queste sono più importanti
delle persone che temporaneamente le ricoprono, perchè c’erano prima e ci
saranno dopo, ma anche che le persone che le ricoprono ne danno forma
nel tempo in cui le esercitano.
Questo monito l’ho rivolto in primo luogo a me stesso ma mi permetto di
rivolgerlo anche a questo Consiglio. Tutti noi abbiamo l’onere di tenere
alta la dignità delle cariche che ricopriamo, sforzandoci di tenere alto il
tenore della dialettica politica e la discussione democratica.
Ho voluto soffermarmi su questi aspetti – ossia l’onore della carica –
perchè penso sia giusto sottolineare la solennità dei momenti istituzionali,
poiché la democrazia è fatta anche di riti che ne enfatizzano lo spirito.
Desidero ringraziare tutti coloro – partiti, cittadini, gruppi – che hanno
contribuito alla campagna elettorale, con grande spirito di dedizione e
grande serenità; tutti coloro che ho incontrato e con i quali ho dialogato,
anche nella diversità di vedute; tutti coloro che mi hanno rappresentato i
loro problemi e con i quali abbiamo discusso su come risolverli.
E’ stata una esperienza umanamente forte, perchè si riscopre che il dialogo
è la base della promozione e del riscatto delle persone. Sottolineo questa
componente emotiva perchè essa è una parte integrante dell’esperienza
politica e perchè la politica deve tornare ad essere anche momento intenso
di relazione umana.
Non possiamo dimenticare che abbiamo potuto vivere la campagna
elettorale in presenza, riscoprendo il valore del contatto umano, grazie ai
tanti eroi – medici, personale sanitario, associazioni e cittadini – che hanno
condotto e stanno conducendo la lotta contro il Covid e la campagna
vaccinale.
A tutti loro quindi è doveroso rivolgere il nostro ringraziamento anche in
questa sede
Desidero infine ringraziare i tantissimi savonesi che mi hanno e ci hanno
dato la loro fiducia e che hanno condiviso il nostro progetto.
Non lo interpreto come voto di semplice delega ma come voto di
partecipazione e di adesione.
A Savona si è accesa una speranza e la speranza è la principale spinta
verso il futuro. Non una speranza passiva, ma una nuova voglia di
camminare, di fare ripartire la nostra città, di prepararla alle alte sfide del
nostro tempo attuale.
Questa speranza comporta una ulteriore responsabilità. Verso la città e
verso i Savonesi.
Una responsabilità che grava innanzitutto su di me – e che sento tutta – e
sulla maggioranza che mi sostiene: la responsabilità di tenere viva la
speranza e l’entusiasmo, di portare avanti il progetto di città che abbiamo
proposto e di coinvolgere i savonesi nel cammino che abbiamo di fronte. I
tanti giovani o esordienti che compongono le fila del Consiglio e dei
banchi della maggioranza ci daranno una grande spinta in questa direzione.
Ma anche qui mi permetto di aggiungere che è una responsabilità di tutto il
consiglio fare in modo che nella dialettica politica e nel confronto tra
posizioni diverse, Savona non perda la fiducia verso il proprio futuro.
Ciò vale a maggiore ragione se ci ricordiamo che solo il 52% di savonesi
ha votato il consiglio comunale.
Al netto della alluvione e al netto del Covid – che ha congelato anche la
vita politica – non possiamo nasconderci che la distanza tra cittadini e
politica si sta allargando sempre di più e che tutto ciò interroga ciascuno di
noi e tutti coloro che svolgono attività politica e che ricoprono cariche
pubbliche.
La democrazia è una pianta che va costantemente annaffiata. Non si
autoalimenta ma va costantemente promossa.
Nel solco della responsabilità che deriva dal voto espresso dai savonesi, ho
composto la giunta che oggi presento a questo consiglio.
L’ho composta esercitando le mie prerogative, quindi in piena
responsabilità, e interpretando il messaggio che il voto ci ha inviato.
L’ho composta attuando i criteri più volte dichiarati in campagna elettorale,
mettendo al centro il progetto di città che abbiamo proposto.

Dunque vi presento:
Elisa Di Padova, vicensindaco, assessore a Scuola, commercio ed eventi;
Francesco Rossello, assessore allo sviluppo economico e sport;
Lionello Parodi, assessore alla cura della città;
Ilaria Becco, assessore alla pianificazione territoriale e alla rigenerazione
urbana;
Riccardo Viaggi, assessore al welfare e comunità;
Maria Gabriella Branca, assessore alla educazione alla cittadinanza attiva;
Nicoletta Negro, assessore alle politiche comprensoriali della cultura e del
turismo;
Silvio Auxilia, assessore al bilancio, patrimonio e partecipate;
Barbara Pasquali, assessore alla città vivibile.
Sono tutti politici, nel senso pieno della parola, perchè aderiscono al
progetto di città che dobbiamo portare avanti e portano le loro competenze
al servizio di questo progetto, e perchè hanno tutti fornito un elevato
contributo alla campagna elettorale, in forme diverse e in ruoli diversi,
anche se non candidati in lista.
Ho affidato loro le deleghe – tutt’altro che strane – che interpretano
l’Agenda e la mettono in relazione con i settori amministrativi.
Sono deleghe in linea con le città più avanzate.
La quantità di deleghe giustificano il loro numero.
Sono deleghe che comportano una intensa interazione tra gli assessori
perchè ormai la sfida della amministrazione si gioca sulle connessioni tra i
diversi settori.

“Tuttavia, la giunta è solo una gamba della amministrazione della città.
La qualità dei consiglieri comunali e la alta funzione che ricoprono,
rafforza l’idea che ho sempre affermato in passato, di allargare al massimo
il governo dei processi.
È infatti mia intenzione valorizzare al massimo il consiglio comunale, sia
come momento di discussione ma anche per la sua funzione di
rappresentanza della città, elemento fondamentale per avvicinare i cittadini
alla amministrazione e alla politica.
Questo vale ovviamente per i consiglieri di maggioranza, con i quali
verranno intensificate le relazioni con la giunta e che coinvolgeranno i
cittadini sui temi più delicati.
Ma vale anche per i consiglieri di minoranza, con i quali è mia intenzione
assicurare un dialogo aperto e costruttivo.
Insomma si apre un quinquennio ricco di sfide, che tutti insieme, ciascuno
nei ruoli che gli competono, dovremo sapere cogliere per tenere alta la
Storia di questa città e per onorare le cariche che ricopriamo.
Viva la Costituzione, viva Savona, città solidale, democratica e medaglia
d’Oro alla Resistenza”.

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