Lo sciopero proclamato per oggi da ANIEF contro l’utilizzo del green pass ha creato disagi in tre scuole liguri che non hanno aperto i battenti per il primo giorno di scuola: due a Genova e due Savona. Si tratta della primaria Grillo e la secondaria Bertani nel capoluogo ligure. La protesta dei collaboratori scolastici ha infatti impedito il regolare svolgimento delle lezioni. A Savona, invece, cancelli chiusi per lo stesso motivo all’istituto comprensivo IV G. Callandrone e alla scuola dell’infanzia Guala in piazza Moroni.
Proprio a Savona una presidio degli operatori scolastici davanti alla Provincia ha ribadito il suo NO all’utilizzo discriminatorio del green pass. In circa 50 hanno aderito all’iniziativa organizzata dal CUB con cartelli di protesta e slogan: “La Costituzione è l’unica carta a cui ubbidisco” e “La scuola unisce e il green pass divide”.
Tra le motivazioni che hanno portato il sindacato a proclamare lo stop delle lezioni e delle attività a scuola, figura il contestatissimo obbligo di green pass per accedere negli istituti: un obbligo che prevede inaccettabili sanzioni per il personale che non si adegua e che vede ancora braccio di ferro sui tamponi gratuiti, senza limitazioni secondo il protocollo, ma riservati ai soli lavoratori fragili secondo una successiva nota ministeriale. E ancora si attende risposta sulla richiesta, inviata da ANIEF negli scorsi giorni, sulla possibilità di utilizzare i tamponi salivari per testare tutto il personale scolastico e gli studenti.
Anief lamenta poi l’assenza di provvedimenti tesi ad una significativa riduzione del numero di studenti per classe, rimasta lettera morta nonostante le parole del ministro Bianchi negli scorsi mesi e necessaria non solo per il contrasto alla pandemia ma anche per garantire una didattica di qualità. Non basta intervenire sulle classi over 27 alunni come ha annunciato il ministro Bianchi ma formare classi con non più di 14 alunni per ogni 35 metri quadri. Non c’è traccia della stabilizzazione di tutto il personale precario del sistema nazionale di istruzione attraverso il ripristino del doppio canale, anche con il coinvolgimento di tutte le fasce delle GPS, e unico modo per evitare che decine di migliaia di posti vacanti e disponibili rimangano senza titolare e vadano ancora una volta datoli a supplenza come è avvenuto ancora quest’anno rispetto a più di 110 mila assunzioni autorizzate, come ci chiede l’Europa.
Maurizio Loschi (CUB Savona) ha poi concluso: “Dispiace dover ricorrere a queste misure, ma in un paese privo di opposizione perché in realtà tutti i partiti finiscono con il condividere queste misure discriminatorie e punitive, non rimane altra modalità. Speriamo di non dover ricorrerci nuovamente, comunque ci sono già leggi che limitano il diritto di sciopero e noi le abbiamo rispettate tutte”.











