Agli azzurri sono stati necessari i supplementari per schiantare un’Austria scorbutica, fisicamente teutonica a tratti persino più brillante dell’Italia. A Wembley finisce 2-1 ma è stata durissima e la vittoria strappata con cuore e tenacia deve dare entusiasmo e ferocia agonistica agli Azzurri. La squadra di Mancini ha vissuto i primi momenti di difficoltà vera a questo europeo contro un avversario certamente più forte sia tecnicamente che fisicamente di Turchia, Svizzera e Galles. Una partita tesa, di trincea, drammatica, che l’Italia ha prima rischiato di perdere clamorosamente nel secondo tempo quando ci ha pensato il VAR ad annullare una rete ferale austriaca e nei supplementari ha rischiato di pareggiare dopo il goal austriaco arrivato a 4′ dalla fine del secondo tempo supplementare quando Chiesa e Pessina sembravano averla chiusa con due reti: una ad inizio supplementari e l’altra a metà sempre del primo tempo supplementare. Italia adesso ai quarti di finale contro una tra Belgio e Portogallo. Azzurri più manovrieri e propositivi nel primo tempo con occasioni goal per Barella (miracoloso Bachmann) e gran palo di Immobile dalla distanza. Austriaci ben messi in campo, massicci in difesa dove hanno agito anche a pieno organico. La squadra dell’italo-tedesco Foda non crea molto nel primo tempo ma tiene testa agli azzurri. Spinazzola, migliore in campo, ha creato i migliori spunti sulla sua fascia di competenza, male Berardi con Insigne efficace solo a tratti. Di là Alaba è sempiterno chiude gli spazi, elimina dal campo Berardi e la fa da padrone.
E’ nel secondo tempo però che gli azzurri appaiono in difficoltà soprattutto fisica, Mancini nel cambia quattro e dà energie alla squadra e al gioco con gli ingressi di Locatelli, Pessina, Chiesa e Belotti. Austria minacciosa e più in palla, in vantaggio a metà ripresa con Lainer il cui colpo di testa vincente arriva in posizione di millimetrico fuorigioco: il Var vede e annulla. La nazionale azzurra barcolla, sembra cedere ma trova energie per chiudere in attacco la partita. Si va ai supplementari con gli azzurri rinfrancati e più presenti: passano 5′ e Chiesa si inventa un goal fantastico che manda avanti gli azzurri, l’Austria sembra perdere smalto e subisce il raddoppio di Pessina che al 105′ con un gran diagonale fulmina Bachmann e fa 2-0. L’Austria c’è e prosegue a fare gioco e corsa trovando al 114′ il colpo di testa di Kalajdzic che riapre il match e fa salire la paura a tutta Italia. Sono 4′ minuti infiniti in cui gli austriaci attaccano veementemente tenendo sottopressione l’intera nazionale che si difende e cerca di sfruttare qualche contropiede peraltro mal gestito. Si gioca oltre il 120′ con l’adrenalina oltre il sistema solare ma al fischio finale la festa deflagra ed è giusto così perchè l’impresa è di quelle da celebrare e potrebbe rappresentare anche la svolta psicologica per la squadra di Mancini. L’Italia ha rischiato dagli austriaci la Caporetto calcistica, dopo quella bellica del 1917, ma ora come allora ha resistito e i tempi supplementari sono come stati come il fronte sul Piave, quella esaltante vittoria a Vittorio Veneto che ha cambiato tutto, quella Vittorio Veneto da cui arriva, ironia della sorte, il padre del tecnico austriaco, Foda.
Austria-Italia 1-2
RETI: 95′ Chiesa (I), 105′ Pessina (I), 114′ Kalajdzic (A).
ITALIA (4-3-3): Donnarumma; Di Lorenzo, Bonucci, Acerbi, Spinazzola; Barella (dal 68′ Pessina), Jorginho, Verratti (dal 68′ Locatelli); Berardi (dall’84’ Chiesa), Immobile (dall’84’ Belotti), Insigne (dal 108′ Cristante). All. Roberto Mancini.
AUSTRIA (4-2-3-1): Bachmann; Lainer (dal 113′ Trimmel), Dragovic, Hinteregger, Alaba; Schlager (dal 106′ Gregoritsch), Grillitsch (dal 106′ Schaub); Laimer (dal 113′ Ilsanker), Sabitzer, Baumgartner (dall’89’ Schopf); Arnautovic (dal 97′ Kalajdzic). All. Franco Foda.
ARBITRO: Anthony Taylor (ENG).






