Misteri di Liguria

Il Miracolo di Savona

Nel corso del XIII° secolo fu fondata a Savona la Consorzia della Cattedrale, una confraternita mariana aperta a uomini e donne con pari diritti e governata da un priore e una priora. Tra il 1529 e il 1564 per ragioni ignote gli uomini però furono esclusi dal governo pur continuando a far parte del sodalizio anche se in posizione subordinata. Situazione che, in base alle ricerche presso l’archivio storico diocesano e quello di stato savonesi della professoressa Romilda Saggini, priora della confraternita nel 2009 e 2010, doveva presentare diversi vantaggi per l’associazione dato che la scelta fu condivisa dai maschi senza particolari problemi. Il 9 maggio 2012 si occupò della confraternita anche l’Osservatore Romano con un articolo a firma di Giulia Galeotti, in cui, l’autrice sottolineava come:

«rimaste sole alla guida le donne dimostrarono una grande capacità nel prendere decisioni, incidendo durevolmente sullo sviluppo della storia spirituale e sociale di Savona. Ben inserite nel tessuto economico cittadino e attivamente impegnate in campo sociale, si occupavano dei poveri, assistevano i malati, fornivano la dote alle ragazze indigenti, preparavano la sepoltura dei morti della loro compagnia, e finanziarono l’abbellimento della loro cappella e dei luoghi di riunione, negoziando con successo con le famiglie più in vista, e le autorità civili ed ecclesiastiche».

Nel 1601 poi, avvenne un altro importante cambiamento quando, in occasione del miracolo mariano la consorzia cambiò nome e divenne l’attuale Confraternita di Nostra Signora della Colonna.

All’inizio del XVII° secolo, in città, erano in pieno svolgimento i lavori di costruzione della nuova cattedrale, edificata sui resti del convento di San Francesco, progetto che prevedeva anche l’abbattimento di una colonna dell’antico edificio sulla quale era raffigurata una Madonna con il Bambino, che si tentò a lungo e inutilmente di salvare, durante la notte precedente al giorno scelto per abbattere la colonna però, il dipinto si staccò da solo scivolando lentamente a terra integro, al mattino, il curato Gio Maria Lamberto, scoperto l’accaduto iniziò a gridare spaventato attirando l’attenzione di molta gente che raggiunse il cantiere, l’immagine fu raccolta e trasportata prima nella Cappella Sistina e poi ricollocata nuovamente in cattedrale con una processione solenne (dov’è possibile ammirarla ancora oggi protetta all’interno di una nicchia nella quarta cappella). Fu istruito un processo presieduto da monsignor Costa per verificare l’autenticità di quanto accaduto e, nell’aprile del 1605 l’affresco venne finalmente consacrato dal Vescovo divenendo da allora protettore della città con il nome di Madonna della Colonna.

Nel corso dei secoli furono attribuiti diversi miracoli al dipinto, primo fra tutti quello legato al risveglio della devozione della citta per l’amore protettivo di Maria e, da allora, la confraternita assunse anche il ruolo di custode dell’immagine miracolosa, incarico che continua ad assolvere ancora oggi. Curiosamente una vicenda analoga, anche se priva degli effetti miracolosi attribuiti all’immagine savonese, avvenne nello stesso periodo a Roma, ulteriore parallelismo tra la Città Santa e quella della torretta, (dopo la seppur breve condivisione di un pontefice e quella di una Cappella Sistina), dove nel XV° secolo venne dipinta su una colonna l’immagine di una Madonna con il Bambino. Segata e trasferita dalla vecchia basilica costantiniana al nuovo San Pietro nel febbraio del 1607 fu incoronata dal Capitolo vaticano nel 1645 e detta anch’essa Madonna della Colonna per via del fatto che proveniva da una colonna posta nell’atrio della precedente basilica, e proclamata da papa Paolo VI° “Mater Ecclesiae” (Madre della Chiesa) il 21 novembre del 1964.

Nel dicembre del 1981, infine, San Giovanni Paolo II° fece realizzare un mosaico di oltre due metri ispirato all’immagine, che fu collocato sulla facciata del braccio avanzato del Palazzo Apostolico nel lato che si affaccia verso la basilica.

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