Savona. L’emergenza lavoro ed economia e la protezione civile. Questi sono i primi adempimenti cui sta pensando il nuovo prefetto di Savona Antonio Cananà insediatosi ieri in Prefettura a Savona e presentatosi in mattinata alla stampa quale nuovo prefetto di Savona.
“Sono da 28 anni nell’amministrazione dello Stato – ha detto Cananà – e mi fa piacere aver avuto il primo incarico da prefetto a Savona che somiglia molto alla mia Salerno. Nel nord ho lavorato in diverse realtà a Bergamo, Belluno, Trieste e Seregno e mi sono sempre trovato molto bene. Siamo in un momento elettorale molto complesso e comunque devo ancora approfondire molti aspetti del territorio che sto valutando durante i primi incontri istituzionali che sto avendo in questi giorni”.
Prosegue il nuovo Prefetto: “I dossier su Savona sono molto corposi e mi pare che i problemi più importanti sul tappeto siano il lavoro che manca e gli effetti di crisi economica e industriale, ma anche le emergenze di protezione civile. Un tasto sul quale sono preparato visto che ho lavorato per 10 anni al dipartimento di protezione civile presso il ministero ricoprendo sia incarichi governativi sia incarichi operativi”.
Cananà poi traccia il suo profilo ideale di prefetto: “Deve essere una persona che sa dialogare ma sopratutto ascoltare i territori che gli vengono affidati. Deve possedere le doti di pazienza ed equilibrio su tutte le altre”. Sull’immigrazione in fine il Prefetto ha detto: “Sono felice di trovare una situazione in cui almeno 45 sindaci su 69 abbiamo sposato il criterio dell’accoglienza diffusa voluta dal ministero”.




