La violenza sulle donne non si ferma, anzi, proprio in queste ultime ore arriva, sconcertante l’ennesima bruttura, l’ennesima vittima. Sara era giovane e aveva davanti a se tutta la vita, ma ancora una volta la mano violenta dell’uomo che diceva di “amarla” è scesa implacabile a interrompere la sua esistenza.
Ed è un anno ormai che Albenga piange la morte di Loredana Colucci, anche lei finita dalla violenza del suo aguzzino.
Eppure oggi è il 2 giugno ed è la festa della Repubblica, una festa che dovrebbe ricordare le lotte e il cammino delle donne verso la parità e l’indipendenza ma soprattutto verso il rispetto e l’amore. La denuncia ancora una volta appare difficile da portare avanti perché la paura la fa da padrone e così, ogni giorno, fra le mura domestiche, nelle relazioni sociali e lavorative la donna è bersaglio e troppo spesso, vittima.
Ad Albenga alcune donne hanno voluto mettere un simbolo alle loro finestre e da questa mattina attraverso WhatsApp il messaggio sta arrivando proprio a tutte:
“esponete alle vostre finestre un abito, un lenzuolo, una bandiera, qualsiasi cosa di colore rosso. Simboleggia il sangue versato dalle donne uccise dai loro uomini, o ex uomini, o corteggiatori rifiutati. Sarà solo il primo passo. Partecipate e non abbiate paura di passare per delle rompiscatole, come crcherà di farvi credere un certo tipo di persone (uomini e donne) da tenere alla larga perché non vogliono il vostro bene. “




