Albenga. Mattinata dedicata all’asilo nido comunale “Roberto di Ferro”. Dopo essere stati contattati da alcune famiglie per il mancato inserimento del proprio bimbo all’Asilo nido autorizzato e accreditato per 60 posti e, ad oggi, frequentato soltanto da 52 bambini, abbiamo visionato le 4 domande di iscrizione in attesa da mesi di essere inseriti e abbiamo richiesto al funzionario comunale del settore educativo di provvedere con urgenza all’ammissione dei bimbi in attesa, adottando se del caso tutti i necessari adempimenti per garantire il servizio alle famiglie della nostra città.
Attendiamo venerdì per avere un quadro completo delle decisioni adottate. Risulta che, da quando l’assessore Vespo è stata nominata nel 2014, la “sezione lattantini” è stata soppressa e sono stati presi all’Asilo soltanto bimbi dai 10 mesi in su, nonostante il Di Ferro sia accreditato per accogliere bimbi dai 3 mesi di vita.
Ricordiamo che questo asilo nido comunale è stato risistemato con la precedente amministrazione di centrodestra, arrivando a funzionare a regime completo di 60 posti e ad incassare 110 mila euro di rette nel 2013. Nel 2015, con la piena gestione Cangiano-Vespo, il Comune ha introitato soltanto 78.500 euro di rette per un asilo nido comunale che funziona sotto regime a 52-53 posti occupati e con inspiegabile lista di attesa. A fronte di un asilo nido comunale che tra personale dipendente, riscaldamento e funzionamento della struttura, costa a tutti gli albenganesi la bellezza di 400 mila euro nei bilanci comunali.
Insistiamo perché, in tempi di promesse di sburocratizzazione assicurati dal governo Renzi, l’Albenga targata Pd si svegli e la smetta di puntare sullo sfinimento degli utenti, per ottenere la rinuncia a dei servizi essenziali che una buona Amministrazione deve garantire senza se e senza ma. Se l’Asilo è accreditato per 60 posti a tempo pieno, deve funzionare a pieno regime.



