Nel 2025 aumentano gli infortuni femminili, soprattutto in itinere. Nonostante i dati siano ancora provvisori, tra gennaio e dicembre 2025, si registra, rispetto allo stesso periodo del 2024, un aumento delle denunce di infortunio in complesso pari all’1,0%, saldo di una lieve crescita (+0,5%) dei casi avvenuti in occasione di lavoro e di un incremento più marcato, del 3,2%, di quelli in itinere, avvenuti, cioè nel percorso casa-lavoro-casa, trascinati da un aumento del 3,5% della componente femminile. Per i lavoratori si è rilevata una variazione del +0,3%, con solo 876 casi in più, mentre le lavoratrici hanno fatto registrare un aumento del 2,4%, con oltre 4.700 infortuni in più.

Negli ultimi 5 anni il tragitto tra la casa e il lavoro si conferma più a rischio per le donne. Nonostante le denunce femminili siano numericamente inferiori a quelle degli uomini, in termini relativi la quota degli infortuni in itinere sul totale degli infortuni della componente femminile è più alta rispetto a quella maschile, ed è cresciuta lungo tutto il periodo: si è passati dal 17,2% del 2022 al 26,6% del 2023, per arrivare al 27,3% nel 2024. Per gli uomini, invece, la quota degli infortuni in itinere nel 2024 si è fermata al 15,7%. Anche per le denunce con esito mortale, infine, l’incidenza tra le lavoratrici nel 2024 è più elevata, pari al 38,1% (37 su 97), mentre per gli uomini la quota scende al 23,7% (265 su 1.118).
Oltre un decesso su due avviene “fuori azienda”. La caratterizzazione per genere è confermata anche dagli infortuni “fuori azienda”, che comprendono gli infortuni in itinere e quelli avvenuti in occasione di lavoro con mezzo di trasporto coinvolto, riconducibili, quindi, al rischio da circolazione stradale. Nel 2024 l’incidenza di questi infortuni è stata del 29,2% per le donne e del 19,7% per gli uomini, mentre, negli esiti mortali, la quota femminile raggiunge il 55,7% (54 casi su 97), più di un caso su due, mentre quella maschile si ferma al 41,8% (467 su 1.118).
Tra i 55 e i 59 anni la fascia d’età più a rischio, ma gli infortuni aumentano anche tra le over 65. Nel 2024, il 15,5% del totale degli infortuni femminili ha riguardato donne con un’età compresa tra i 55 e i 59 anni, che risultano le più colpite. Più nel dettaglio, all’interno di questa fascia di età gli infortuni femminili costituiscono il 41,3% del totale riferito ai coetanei di entrambi i generi. Lungo tutto l’ultimo quinquennio, inoltre, le denunce per le lavoratrici tra i 65 e i 69 anni sono aumentate del 19,4%, a fronte di un incremento del 15,8% per il genere maschile.
Violenza sul lavoro, quasi la metà dei casi tra il personale sanitario. Le aggressioni e le violenze ai danni delle lavoratrici, nel 2024, hanno inciso per il 5,5% sul totale degli infortuni femminili riconosciuti dall’Inail. A essere coinvolto, in almeno il 44% dei casi, è stato il personale del settore sanitario e assistenziale. Seguono, a distanza, le esperte della formazione, le insegnanti di scuola primaria e, le addette alle vendite e al recapito postale. Inoltre, nel periodo 2020-2024, circa il 60% dei casi di violenza sono stati denunciati al Nord, mentre Centro e Mezzogiorno si attestano entrambi intorno al 20%.
In aumento anche nel 2025 le denunce di malattie professionali. Secondo i dati provvisori del 2025, prosegue la crescita delle denunce di malattia professionale, con un aumento dell’11,3% rispetto al 2024. Le denunce femminili hanno fatto registrare un incremento del 9,2%, a fronte del 12,0% raggiunto da quelle maschili. Ma per entrambi i generi è stata evidenziata una crescita costante e strutturale delle denunce, che si attestano su livelli molto superiori agli anni precedenti. Dall’osservazione del quinquennio 2020-2024, emerge, inoltre, che nel 2024 le malattie professionali denunciate dalle lavoratrici hanno superato del 20,9% quelle del 2023.
Dorsopatie, tendiniti e sindrome del tunnel carpale restano le patologie più diffuse. Come negli anni precedenti, anche nel 2024 le malattie più denunciate sono state quelle del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo che, insieme a quelle del sistema nervoso, rappresentano l’86,8% del totale delle denunce. La differenza di genere, però, è molto evidente: per i lavoratori queste patologie pesano per l’83,8%, mentre, tra le lavoratrici, la percentuale sale al 95,3%. Le malattie osteo-muscolari più ricorrenti sono dorsopatie e disturbi dei tessuti molli (tendiniti) e, fra quelle del sistema nervoso, la quasi totalità è rappresentata dalla sindrome del tunnel carpale; dal confronto di genere di queste tre patologie, che insieme rappresentano il 78,0% delle denunce totali, emerge che la quota per le lavoratrici è dell’88,0%, mentre per gli uomini si ferma al 74,4%.






