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Cairo, Italiana Coke: 35 pagine di prescrizioni ambientali

L’azienda valbormidese ha presentato un ricorso al Tar a giugno

La Provincia di Savona ha rinnovato l’autorizzazione integrata ambientale all’Italiana Coke, consentendole di proseguire la produzione nello stabilimento di Bragno. Ma ha condizionato il via libera all’adempimento di una serie di prescrizioni contenute in un documento lungo ben 35 pagine contro le quali, l’azienda valbormidese ha presentato un ricorso al Tar a giugno.

Le nuove prescrizioni introdotte riguardano l’adeguamento di alcuni limiti nelle emissioni, l’adeguamento dei parchi di stoccaggio fossile e coke, l’introduzione di sistemi di monitoraggio in continuo delle emissioni in atmosfera provenienti dalle ciminiere delle batterie di “cottura” del coke. Tra l’altro l’azienda dovrà procedere alla pavimentazione del “parco fossile 3”, così come quella del cosiddetto “parco candela” e del parco destinato allo stoccaggio di emergenza del coke.  Italiana Coke, entro 18 mesi dal rinnovo dell’Aia dovrà aver completato la pavimentazione del “parco fossile 3” e la relativa regimazione delle acque meteoriche, e adottato i sistemi di nebulizzazione in grado di mantenere umidificati i materiali depositati. Entro i successivi 6 mesi dovrà essere inoltre realizzata la pavimentazione dei parchi per lo stoccaggio di emergenza del coke.

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