Proseguono le audizioni nell’ambito del processo a Tirreno Power per disastro ambientale e sanitario colposo che vede coinvolte ben 26 persone. Sul tema oggi è stato ascoltato il Maresciallo Maggiore Attilio Sciortino del nucleo operativo ecologico dei carabinieri che ha coordinato le indagini dal 2013 al 2015 occupandosi delle intercettazioni ambientali
Tra le associazioni ammesse come parte civili al processo insieme a 48 cittadini due ministeri e altre dieci associazioni c’è anche Medicina Democratica: “Se la deposizione del Commissario di Polizia dottoressa Monica Bellini nella scorsa udienza aveva consentito di comprendere come, al seguito di una serie di esposti/denunce promossi da cittadini, associazioni ambientali e ordine dei medici, la Procura della Repubblica avesse trovato motivazioni valide e circostanziate tali da spingerla ad avviare un’indagine sulle conseguenze delle emissioni provenienti dalla centrale Tirreno Power di Vado Ligure, l’interrogatorio di oggi al Maresciallo Sciortino ha evidenziato come le indagini dei NOE abbiano constatato molteplici violazioni alle diverse prescrizioni formulate negli anni insieme alle varie autorizzazioni pubbliche rilasciate all’esercizio della Centrale, prescrizioni puntualmente disattese”
“I punti principali di queste violazioni sono rappresentati da una mancata copertura del parco carbone, mancata installazione dello SME a camino, mancato avvio delle campagne di biomonitoraggio, mancate accensioni a metano, utilizzo di olio combustibile denso con percentuale di zolfo maggiore di quella consentita. L’indagine, inoltre, ha verificato anche che la progettazione del gruppo vl6 è sempre rimasta solamente sulla carta. Il fatto che non siano mai stati effettuati accantonamenti a copertura finanziaria della costruzione del nuovo gruppo dimostra anche come fosse fondata l’ipotesi della dottoressa Giorgi, utilizzata nella motivazione del sequestro degli impianti, e cioè di trovarsi di fronte ad una specie di “specchietto per le allodole” utile solamente a consentire un ulteriore utilizzo dei gruppi a Carbone vl3 e vl4 ormai obsoleti e che senza questa prospettiva avrebbero dovuto essere chiusi immediatamente”.
“Una tabella prodotta dai Pubblici Ministeri nel dibattimento, infine, ha illustrato come le direttive nazionali e internazionali abbiano progressivamente ridotto i limiti emissivi per SO2 NOx e polveri dimostrando quindi come nel tempo la presenza della centrale e le sue emissioni siano state oltremisura nocive per i cittadini e per l’ambiente, questo al di là di qualsiasi futura conclusione dell’attuale procedimento e, quindi, come lo stop imposto dal sequestro ai gruppi a carbone obsoleti sia stato assolutamente giustificato ai fini della tutela della salute pubblica e dell’ambiente”.






