Vado Ligure. Il 2019 quando dovrebbe accostare la prima nave al terminal multipurpose in costruzione a Porto Vado è ancora lontano ma da più parti si guarda a questa data con interesse e molta attesa per quanto il progetto potrà portare in termini di occupazione e di positive ricadute economiche sul territorio in particolare per vadesi e savonesi. Di qui l’incontro tenutosi in questi giorni tra amministrazione cittadina e Apm Terminals. Un primo incontro di orizzonte cui ne seguirà un altro venerdì di maggiore approfondimento dello stato dell’arte e dei lavori e dei corsi di formazione che stanno prendendo il via con le ultime battute delle selezioni. Agli incontri, oltre al sindaco Monica Giuliano ha preso parte anche il capogruppo della Lista Vado di Tutti, Pietro Bovero. “Il direttore del terminal Paolo Cornetto – ha spiegato Bovero – ci ha illustrato la situazione legata alla costruzione del terminal che ormai è in fase molto avanzata e con piacere abbiamo visto quante tecnologie si stanno mettendo insieme, non da ultime le nuove gru”.
Ma una partita che interessa molto una città come Vado che da anni sta vivendo una crisi economico industriale importante è quella dell’occupazione e del rispetto pieno dell’articolo 8 dell’accordo di programma. A questo proposito Bovero ha detto: “Non siamo certo razzisti e non pretendiamo che il lavoro sia soltanto per i vadesi, confidiamo che ci sia posto anche per altri potenziali lavoratori dei paesi vicini come Savona, Bergeggi, Spotorno che comunque hanno bisogno di lavorare. Per questo incontreremo venerdì anche i responsabili delle aziende cinesi che producono e forniscono le gru alla piattaforma. Vorremmo concretizzare un percorso che porti il più possibile lavoro ai nostri disoccupati che in questi anni purtroppo si sono incrementati”. La piattaforma è ormai intorno al 60% di lavori realizzati. Si attendono opere complementari come il casello di Bossarino che dovrebbero vedere la luce entro i prossimi anni, ma qualche quesito si apre anche in merito all’atteggiamento che il nuovo esecutivo giallo – verde potrà assumere nei confronti di questa opera.





