La storia dura (incredibilmente) da un paio d’anni. Da quando il sindaco di Cairo Montenotte, Fulvio Briano, si è messo in testa che san Lorenzo non sia un santo patrono abbastanza trendy. Meglio san Francesco, che – dall’elezione di Bergoglio in avanti – è tornato in cima alle classifiche di gradimento del pantheon cristiano, appena sotto Padre Pio.
Ad innescare la cosa sarebbe stata, già due anni fa, una ricerca di Lorenzo Chiarlone, studioso di cose valbormidesi, il quale avrebbe messo in discussione l’effettiva legittimità di Lorenzo quale patrono di Cairo. Secondo lui il vero patrono sarebbe, in realtà, san Bonifacio, come si evincerebbe da polverose carte da lui compulsate in qualche archivio.
Un paio di anni fa il sindaco tentò persino di lanciare un referendum (al dire il vero un po’ pilatesco) tra i cairesi: preferite il ripristino di Bonifacio, continuiamo con Lorenzo o – visto che la cittadina possiede un bel convento a lui intitolato – abbracciamo con decisione il culto francescano?
Non abbiamo notizia dell’esito del referendum.
Qualche giorno fa la proposta è tornata di attualità. E addirittura un assessore – tale Fabrizio Ghione, con delega ad urbanistica ed edilizia privata – sarebbe intenzionato a proporre una delibera di giunta relativa all’istituzione del nuovo patronaggio.
Non si capisce ovviamente cosa c’entri l’urbanistica coi santi, ma tant’è.
Immaginiamo – ma non ne siamo certi – che tale delibera, qualora passi il vaglio della giunta, sarà anche sottoposta al Consiglio comunale e forse, nuovamente, a referendum popolare confermativo.
Ovviamente Ghione la pensa come il sindaco. La delibera prevederebbe di affidare la città al più figo Francesco. Alla faccia del troppo antico Bonifacio e della notte delle stelle cadenti di Lorenzo.
Noi, come ben sanno i cari lettori, siamo usi a trattare seriamente la materia religiosa.
Per questo ci vorrebbe qualcuno (il parroco di San Lorenzo, per esempio?) che spiegasse a sindaco, assessore e magari anche a qualche avventurato giornalista che le questioni di Chiesa attengono alla Chiesa e non, fortunatamente, ai municipi. E men che meno ai giornali.
P.S. Pare che monsignor Pier Giorgio Micchiardi, vescovo di Acqui, dopo la notizia della delibera sul santo patrono stia seriamente prendendo in considerazione di comporre lui stesso la prossima giunta comunale.




