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I campioni del Carnevale

Il Torneo di Viareggio è la prima grande intuizione del ‹‹Centro Giovani Calciatori›› fondato nel 1947. Mezzi pochi, idee tante, che si focalizzano nell’organizzare un torneo cittadino di calcio con squadre rionali rappresentate per lo più da bar, luogo di ritrovo e di aggregazione sociale. Il ‹‹vero›› Torneo di Viareggio inizia nel 1949. Al via dieci club. Due squadre francesi: Olimpique Nizza e il Rapid Mentone. Una Svizzera: il Bellinzona. Poi sette italiane: Fiorentina, Lucchese, Lazio, Sampdoria, Milan più due rappresentative giovanili di Viareggio e di Livorno. E’ il Milan a mettere la prima grande firma sul torneo.Ma il primo talento ad emergere è il viola Sergio Cervato, che diventerà in seguito una colonna della nazionale italiana.

E’ l’inizio di una tradizione storica che pone la Coppa Carnevale come il primo autentico trampolino di lancio per i giovani calciatori. Nella seconda edizione è l’ora di Giorgio Ghezzi, portiere ‹‹acrobata›› del Modena che nel tempo diventerà un mito del calcio milanese. Non solo calciatori. Anche gli allenatori emergenti trovano lo slancio definitivo nel ‹‹laboratorio viareggino››. Nel 1950 Fulvio Bernardini porta la Roma in finale contro la Sampdoria. Vincono i blucerchiati, ma il ‹‹dottore›› mette le basi di un futuro ambizioso che lo porterà a vincere due scudetti storici, prima con la Fiorentina e poi con il Bologna.
Il 1961 è la prima volta della Juventus, che non ha grandi campioni nei suoi ranghi, ma tanta voglia di rivalsa. I talenti invece emergono in altre realtà: l’Udinese presenta in porta Dino Zoff, l’Inter il terzino Giacinto Facchetti, il Bayern Monaco ha tra i pali Sepp Maier. L’anno dopo il testimone passa all’Inter che mette in vetrina una coppia d’attacco formata da Sandro Mazzola e Roberto Boninsegna. I nerazzurri rimandano ancora una volta il sogno della Fiorentina di trionfare in Versilia.
Negli anni settanta, il Torneo di Viareggio si apre al mondo. Non solo Europa. Arrivano i club cinesi, statunitensi e argentini. ma è il vivaio della Fiorentina a sfornare talenti a ripetizione, tanto che alcuni esordiscono in prima squadra ancor prima di cimentarsi nella Coppa Carnevale: Antognoni, Roggi, Caso, Desolati, Guerrini, Di Gennaro, Bruni e Restelli.  Nel 1978 la Juventus presenta Paolo Rossi, sgusciante attaccante. Un’anticipazione di quello che passerà alla storia come il mitico ‹‹Pablito››. Il Milan ha i suoi gioielli in Franco Baresi e Fulvio Collovati. Nell’Atalanta brilla la classe di Gaetano Scirea. L’altro Baresi (Beppe) è l’alfiere dell’Inter dove giocano pure Walter Zenga, Gabriele Oriali e Ivano Bordon. Una vetrina incredibile di futuri campioni.

 

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