Savona. C’è anche la parlamentare Anna Giacobbe tra i firmatari dell’interrogazione che il gruppo Pd alla Camera ha presentato al ministro dello sviluppo economico e al titolare del dicastero dell’Agricoltura per conoscere quanto si sta facendo per il varo di una legge che garantisca il comparto artigianale del pane e i consumatori dei prodotti da forno artigianali.
Una normativa di questo tipo, nonostante il via libera sostanziale che sarebbe stato dato alla materia dalla conferenza Stato – Regioni, si attende da almeno un decennio.
Spiega la parlamentare savonese e i colleghi che hanno firmato l’interrogazione: “Trascorsi ormai 10 anni dall’approvazione della citata norma, risulta agli interroganti che, nel corso del 2015, i Ministeri competenti abbiano predisposto uno schema di decreto interministeriale che avrebbe già ottenuto il via libera dalla Conferenza Statoregioni e delle province autonome di Trento e Bolzano e che questo sarebbe stato trasmesso alla Commissione europea per il vaglio da parte di tale organo; il decreto interministeriale è da troppi anni atteso dagli operatori del settore e dalle associazioni di categoria che quotidianamente ne sollecitano l’emanazione per dare elementi di certezza ad un segmento del comparto agroalimentare nazionale caratterizzato da importanti produzioni tipiche e tradizionali di pane; ad oggi, infatti, la legge non garantisce il consumatore nel riconoscimento del pane fresco artigianale rispetto al pane conservato, distinzione estremamente necessaria non solo per i panificatori, ma anche per gli acquirenti, per la tutela dei quali il legislatore ha disposto, fin dal 2007, di fornire gli elementi utili per compiere un acquisto oculato del pane in modo tale da aiutarli a comprendere se il pane che si compra è fresco artigianale o, ad esempio, sfornato ma prodotto con base surgelata o prodotto altrove, anche fuori dall’Unione europea –: quale sia lo stato dell’iter di adozione del decreto interministeriale di cui all’articolo 4 del decretolegge 4 luglio 2006, n. 233, e se il Ministro interrogato non ritenga di farsi parte attiva al fine di completare nel più breve tempo possibile l’iter di adozione del provvedimento”.





