In Primo Piano

Tirreno Power: decretati 186 licenziamenti

Vado Ligure. Centoottantasei lavoratori in mobilità nei vari siti del gruppo in Italia, di questi 127 a Vado Ligure. Sono i numeri amari che i sindacati nazionali convocati questa mattina a Roma in delegazione ristretta, hanno appreso da Tirreno Power che sull’argomento esuberi, almeno per il momento, avrebbe chiuso le porte a qualsiasi tipo di trattativa.
Ora si aprono scenari  che comprenderanno sicuramente iniziative di sciopero che si preannunciano pesanti sia a livello nazionale, sia a livello locale. Amedeo Testa, segretario nazionale Flaei – Cisl ha affermato: “E’ una doccia scozzese che pensavamo si potesse evitare. Speravamo che l’azienda si presentasse, anche dopo gli impegni presi al ministero, con un piano ben preciso e stabilito di concertazione sugli ammortizzatori da adottare, invece con questo atteggiamento ha aperto la prima crisi vera nel settore elettrico con ripercussioni non indifferenti su tutta la catena di produzione del settore in Italia”. Testa ha proseguito: “E’ ovvio che ora la situazione si complica e che iniziative di lotta a breve saranno organizzate in tutti siti italiani. Anche se confidiamo di poter ancora avere margini per ribaltare questa situazione, magari con gli incontri in previsione al ministero a fine mese”. Testa ha poi concluso: “Ci hanno detto no anche sulle proposte di insourcing  per ricollocare alcuni lavoratori in altre aziende del gruppo o comunque, sull’argomento hanno espresso rassicurazioni del tutto vaghe. Si poteva anche pensare ad una mobilità volontaria per persone che avessero o interesse ad uscire dalle produzioni oppure che fossero vicine alla pensione. Invece non se ne è neppure potuto parlare”
Anche Edo Pastorino segretario Uiltec regionale ha detto: “E’ inaccettabile quanto l’azienda intende fare con una chiusura netta su tutte le nostre proposte. Non ci fermeremo certo qui e in questo modo”.  L’azienda in una nota ha aggiunto: ” La chiusura dei gruppi a carbone di Vado Ligure e la situazione di crisi del mercato energetico hanno reso necessario attuare la riduzione del personale prevista dal piano industriale, asseverato e omologato dal tribunale di Roma nel novembre 2015 al termine di una complessa trattativa con gli istituti di credito.
L’approvazione del piano, presentato alle istituzioni e alle parti sociali, ha consentito la continuità aziendale assicurando così il futuro e il lavoro per 186 persone e per l’indotto. Tirreno Power conferma la massima disponibilità a proseguire con spirito costruttivo il dialogo con il governo e i sindacati per trovare soluzioni che contengano il più possibile l’impatto sociale e ripone la massima fiducia nel tavolo tecnico che sarà convocato dal ministero dello Sviluppo economico nel mese in corso. Tirreno Power conferma inoltre il proprio impegno nel promuovere la reindustrializzazione del sito di Vado Ligure”.
Preoccupata la reazione della parlamentare Pd savonese Anna Giacobbe: “La decisione dell’azienda TP, comunicata oggi alle Organizzazioni Sindacali, di aprire la procedura di mobilità per 186 dipendenti, la stragrande maggioranza dei quali nel sito di Vado-Quiliano, è preoccupante e grave: mette i lavoratori e il territorio di fronte ad un disimpegno sostanziale dell’azienda nei confronti dei dipendenti e della comunità locale; se le cose stessero diversamente, altri sarebbero gli strumenti per gestire le conseguenze della chiusura degli impianti e accompagnare la ricerca di soluzioni alternative, così come proposto dai sindacati.
La crisi del settore è reale, ma l’azienda agisce scaricando le proprie responsabilità sui lavoratori e mettendo le istituzioni di fronte ad un fatto compiuto. Questo, per il sito di Vado Quiliano, è tanto più grave, nel momento in cui si è avviato l’iter per  richiesta di il riconoscimento dell’area Vadese-Valle Bormida come area di crisi complessa.
È necessario che la proprietà si faccia carico di ciò che le compete, per portare quella situazione così delicata verso una soluzione, e non tentare di “fuggire”.

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