Di buona famiglia
Premesso che mi riferisco a quello che ho letto, ma oserei sbilanciarmi a scrivere che i fatti siano realmente accaduti.
A parte l’esser orami una espressione da eliminare per la sua inutilità nel significato, a parte il fatto che i giornalisti dovrebbero avere competenze linguistiche più creative, che il buono non è da mangiare come per i funghi;
ma nell’antica accezione di buona famiglia che cosa sta a significare? Casa con piscina, lavori ritenuti socialmente rilevanti da parte dei genitori, possesso di articoli di lusso, titoli di studio di un certo tipo, vestiti firmati …
Le categorie buono e cattivo servono forse per mettere a tacere la coscienza collettiva, per fare silenzio dentro l’animo umano, al fine di trovare qualcuno che assolva da ogni tipo di responsabilità civile. Mi dispiace anche chi si classifica nel pensare bene e/o male.
Spero che non useranno lo psicologo per far seguire i ragazzi solo al fine di riduzione di pena, perché questi ragazzi sono in diritto di esser aiutati a ristrutturare le loro menti malvagie.
Non si può proprio commentare che può succedere quello che si è letto nei vari articoli; succede solo quando gli esseri umani non hanno alcuna considerazione verso gli altri esseri umani, al punto di poter pensare di disporre del corpo e della mente degli altri per soddisfare beceri desideri non sessuali.
Nessuna considerazione sulle promesse del calcio! Ma gli allenatori non si sono accorti di avere nella squadra uomini di nessun valore? E non mi interessa neanche la valutazione scolastica.
Ai genitori consiglierei di farsi accompagnare in un lungo percorso psicologico, non certo per affrontare la vergogna dei vicini di casa, ma per la sofferenza immane che spero abbiano sviluppato nei confronti della vittima, che loro potranno andare a risarcire anche ammettendo le responsabilità dei loro figli. Per affrontare e rivedere quello che hanno trasmesso ai loro figli. Chiederei a ciascun genitore come secondo lei l’altro/a la vede nel ruolo genitoriale e che cosa pensa abbia trasmesso nel bene e nel male. Li aiuterei a non incolparsi, ad essere uniti nelle difficoltà, valuterei quali risorse ci siano, perché a questi figli è mancato un apporto di energia vitale.
Spero che questi ragazzi non abbiano avuto in casa loro il modello che sono andati a ripetere, che non abbiano ricevuto delle costrizioni mentali ed affettive tali da scatenare questa ribellione violenta.
Forse la buona famiglia va rivista o si deve rivedere da sola.
Sono sicuramente tantissimi i genitori che non funzionano ma che non vengono segnalati rispetto a quelli schedati (ma non per motivi economici) dai servizi sociali. Intanto mancano i fondi per sostenerli, visti i continui tagli… ma questo non deve farli sentire autorizzati a creare dei mostri. Che utilizzino le risorse economiche di cui dispongono per la psicoterapia…


