Genova celebra un simbolo della sua storia: la Sopraelevata inaugurata 60 anni fa.
Tra la fine degli anni cinquanta e l’inizio degli anni sessanta, la diffusione della motorizzazione di massa e il notevole aumento del traffico veicolare urbano spinsero l’amministrazione genovese a definire le prime ipotesi per una strada sopraelevata destinata al traffico di attraversamento e posta a una quota più alta rispetto alla sede stradale esistente a ridosso dell’arco portuale storico.
Nel febbraio 1961 si insediò la giunta comunale presieduta dal sindaco Vittorio Pertusio, che aveva la costruzione della nuova arteria tra le sue priorità. La realizzazione dell’opera era già prevista dal piano regolatore generale adottato nel 1956 e fu definitivamente approvata dal Ministero dei lavori pubblici nel 1959 con il documento di pianificazione urbanistica, definendola “strada a traffico veloce”.
Il 31 marzo 1961 il consiglio comunale ratifica la decisione della giunta e decide l’affidamento della progettazione esecutiva e della costruzione alla Società C.M.F. (Società Costruzioni Metalliche Finsider), azienda del gruppo IRI. Il progetto era curato dall’ingegnere Fabrizio de Miranda, con la collaborazione dell’ingegnere Ernesto Pitto. Il collaudo della struttura fu eseguito con quaranta autocarri a pieno carico, portata ritenuta necessaria per testare la resistenza dei 4.600 metri d’asfalto disposti su due carreggiate larghe in tutto sedici metri e sorrette da 210 pilastri.
L’inaugurazione della strada avvenne il 25 agosto 1965. La prima auto imboccò la sopraelevata qualche giorno dopo, il 6 settembre; lo stesso giorno avvenne l’inaugurazione ufficiale, per mano del ministro delle Partecipazioni statali, il sestrese Giorgio Bo, in rappresentanza del governo Moro II.
La gigantesca opera costò un miliardo e 752 milioni di lire dell’epoca, corrispondente a circa 16 500 000 euro del 2008.
Il 18 marzo 1967 venne aperto al traffico il raccordo di collegamento fra la sopraelevata e l’autostrada A7 da e per Milano.
Ne era stato ipotizzato anche un proseguimento a ponente, fino all’aeroporto Cristoforo Colombo.






