Due donne, un’italiana e una sudamericana di 33 e 31 anni sono finite nei guai per aver raggirato 50 persone fingendosi avvocatesse allo scopo di fare ottenere certificati di cittadinanza italiana rivelatisi falsi. Il raggiro ha fatturato circa 70.000 euro. A scoprire la truffa gli agenti della squadra Mobile. La prima è stata sottoposta agli arresti domiciliari mentre per la seconda è stato disposto l’obbligo di dimora. A dare il via alle indagini sono state una serie di denunce da parte di cittadini sudamericani che avevano scoperto che i loro certificati erano falsi. Le due truffatrici affittavano studi professionali affittabili ad ore con reali postazioni di lavoro e addetti alla reception che ricevevano gli ignari clienti e li indirizzavano dagli “avvocati”, che firmavano gli atti rilasciati come titolari di uno studio legale e tributario associato. Per rendere tutto credibile usavano carte intestate a uffici ministeriali e timbri istituzionali tutti falsi.





