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Rigassificatore a Vado, incontro con la struttura commissariale dei Comuni del Golfo dell’Isola di Bergeggi

Primo incontro con la struttura commissariale per la realizzazione del nuovo impianto rigassificatore  verrà collocato 4 miglia off shore da Vado Ligure. All’incontro di oggi in Regione hanno partecipato le amministrazioni di Bergeggi, Noli, Spotorno e Vezzi Portio, che avevano chiesto al presidente nonché commissario Giovanni Toti di essere coinvolti nei procedimenti di questa fase preliminare in quanto, vista la vicinanza della nave Golar Tundra alle coste di un comprensorio che fa del turismo e delle bellezze paesaggistiche un punto di forza della sua economia. Al vertice erano presenti oltre al direttore Poggi (coordinatore della struttura commissariale), il presidente della Provincia Pierangelo Olivieri.

Allo stato attuale della procedura, la prima importante notizia è che è prevista la procedura ordinaria che comprende VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) Nazionale e AIA (Autorizzazione integrata ambientale) il che garantisce momenti di approfondimento sui temi, proposte di miglioramento e prescrizioni, durante tutte le fasi di confronto. Sull’Area Marina Protetta: “Ha ottenuto l’apertura di un tavolo tecnico specifico con i settori ambiente e ecosistema costiero della Regione per le particolari attenzioni a tutela delle quali ci siamo raccomandati. Espressa richiesta è stata da noi posta sul tema della tutela della sicurezza dei cittadini e dei territori, insieme al tema dell’informazione ai cittadini sui quali ci è stato assicurato un piano specifico di comunicazione per il Golfo dell’Isola. L’occasione è stata anche utile per porre l’ulteriore questione della concomitanza del rigassificatore con il progetto del deposito costiero di GNL nel porto di Vado-Bergeggi in modo da valutare eventuali interferenze“.

Che la Liguria sia stata scelta come punto strategico per ospitare un rigassificatore oltre a quello di Panigaglia appare abbastanza scontato visto che la nostra regione vanta il 50 per cento del traffico merci del Paese e siamo la regione che da sola vale la metà della portualità italiana. Ovviamente si andrà a determinare tutto quello che potrà incidere sulla sicurezza, la navigazione e l’impatto a terra, con la valutazione di impatto ambientale che sarà svolta dallo stesso Ministero e dagli enti competenti e passerà poi in Conferenza dei Servizi“.

 

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