E’ morta dopo una lunga malattia Gledis Gatti aveva 49 anni. Da anni combatteva contro una malattia incurabile per curare il quale, il marito, aveva lanciato una raccolta fondi su Go Fund Me. La domma doveva sostenere un nuovo intervento per rimuovere il tumore presso un centro di eccellenza a livello mondiale, in Germania, dove era in cura dal 2008. Lascia la mamma Gabriella, il marito Gianluigi e tutti i parenti. Il funerale verrà celebrato martedì 22 agosto alle ore 15.00 nella chiesa parrocchiale di San Giuseppe in Piazza Martiri a Savona.
La sua storia:
Settembre 1987, Gledis è una bambina di 13 anni che due anni prima ha perso il papà e che da circa un anno soffre di disturbi importanti la cui causa non riesce ad essere identificata dagli specialisti consultati tanto che un giorno finisce al pronto soccorso da dove uscirà avendo perso la vista e dovendosi recare d’urgenza in Germania per tentare di recuperare la deglutizione e, si spera, la parola, che recupererà solamente cinque anni dopo.
Marzo 2021, Gledis è una donna di 46 anni che da 34 lotta per la sua vita, non vede, per parlare deve riuscire a tappare il foro della tracheostomia con il palmo della mano per attivare la protesi fonatoria, propriocezione ed equilibrio sono fortemente compromessi e il lato sinistro del corpo presenta forti carenze sensitive e tattili.
La malattia da cui è affetta si chiama Sindrome di Von Hippel-Lindau, è una malattia genetica rara trasmessale dal papà che, per le sue conseguenze, è morto all’età di 39 anni.
Caratteristica di questa malattia è la formazione di tumori a livello cerebellare e midollare, retinico, renale, pancreatico, tumori che essendo molto vascolarizzati tendono a crescere e quindi a creare danni agli organi vicini. Ad oggi l’unica terapia possibile è quella chirurgica, terapia che visti i distretti interessati deve essere eseguita al più alto livello di specializzazione per cercare di evitare o almeno minimizzare danni irreparabili ed anche la morte.
Negli anni ha subito una quindicina di interventi ad alto rischio in ambito cerebellare, midollare/vertebrale, renale, tracheale/faringeo che hanno portato a gravi conseguenze con cui deve combattere ogni giorno.





