I primi tre concerti del ricco cartellone di EstateSpettacolo 2023 al Porto Antico di Genova sono targati GOA-BOA edizione numero venticinque. Ad aprire, domani venerdì 30 giugno, sul palco dell’Arena del Mare saranno i Nu Genea, il duo partenopeo che ha fatto conoscere al mondo intero il nuovo sound della disco-funk vesuviana, nel prologo Popa e non solo. sabato 1° luglio una serata evento con Peter Hook & The Light “Joy Division a Celebration”, seguito dal reading e il dj set di Irvin Welsh, autore di Trainspotting nel suo 30mo anniversario. E domenica 2 arrivano i Coma Cose, per loro è la terza partecipazione al Goa-Boa. Prima di loro l’esibizione di Memento e Vipra.
**Nu Genea è il progetto artistico dei musicisti e dj napoletani Massimo Di Lena e Lucio Aquilina. Il movente è un’indagine storiografica sulla musica da “dancefloor” nella sua essenza: lungo le rotte che collegano la musica di tutto il mondo, i Nu Genea raccolgono gli echi della musica che, storicamente, hanno bagnato le coste del golfo di Napoli, loro città natale e fonte inesauribile di miscele culturali, e creano un nuovo solco nella scena contemporanea.
Si distinguono, sin da subito, per la meticolosa ricerca che trae ispirazione da terreni sonori poco esplorati, mettendo al setaccio la musica del passato e rielaborandola in una personale formula di suono che è groove allo stato puro con influenze disco, funk, boogie, elettronica, folk e tanto altro.
Dopo l’acclamato LP strumentale, “The Tony Allen Experiments” (2015), in collaborazione con Tony Allen – storico batterista di Fela Kuti – nel 2018 pubblicano “Nuova Napoli”, un omaggio alla loro città natale: i sintetizzatori diventano un ponte tra passato e futuro, amalgamandosi a strumenti acustici, elettronica e voci in lingua napoletana.
Nel 2021 viene pubblicato il singolo Marechià, cantato dalla francese Célia Kameni: rapidamente si conferma come una travolgente hit estiva ed il duo napoletano si ritrova in vetta alle classifiche delle principali radio italiane e francesi. A maggio 2022, i Nu Genea presentano Bar Mediterraneo: un nuovo album e un inatteso viaggio musicale, dove si incontrano le voci di tanti popoli diversi, separati dalle lingue ma uniti dal mare e dalla musica. Le loro esibizioni continuano ad entusiasmare prestigiosi festival e club in giro per il mondo, sia grazie alla grande carica energetica in versione live band, ma anche grazie alla sofisticatezza della selezione musicale che rende i loro dj set unici e originali. Nu Genea cura inoltre, insieme a DNApoli e Famiglia Discocristiana, la compilation Napoli Segreta, incentrata sulla rivalorizzazione e ripubblicazione di musica prodotta a Napoli negli anni ’70 e ’80.
Peter Hook & The Light “Joy Division: A Celebration”, in esclusiva nazionale, è una serata evento nell’anno in cui ricorre il 40° anniversario di Blue Monday dei New Order, il singolo in vinile più venduto e ballato nella storia della musica, (ma anche il 30° di Traispotting!..).In attività dal 2010 Peter Hook & The Ligts hanno eseguito undici album – tra Joy Division e New Order – nei numerosi tour tenuti in Europa, Nord e Sud America, Australia, Nuova Zelanda ed Estremo Oriente.
La set list del concerto del concerto è da crepacuore: dopo un set iniziale composto da brani di New Order, vengono riprodotti in ordine sequenziale i brani dello splendido album di debutto “Unknown Pleasures” e del secondo “Closer”, dalla produzione impeccabile. Viene ripercorsa tutta la ricca ma breve carriera dei Joy Division, compreso il materiale dei primi anni: di Warsaw, dell’LP compilation “Still” e delle ultime canzoni “Ceremhttps://www.youtube.com/watch?v=9GMjH1nR0dsony” e “In a Lonely Place”, scritte dai Joy Division e destinatea formare il primo singolo dei New Order.
Terzo Goa-Boa per California e Fausto Lama, i Coma_Cose. Un duo nato nel 2016, coppia nella vita e nella musica, che mischia vissuto e gusto sonoro urbano a una poetica cantautorale. Tra Febbraio e Giugno del 2017 i Coma Cose pubblicano i primi quattro brani con relativi video e nell’autunno dello stesso anno lanciano con Asian Fake “Inverno Ticinese”, il loro primo EP-manifesto: il risultato di pubblico e critica è esplosivo. In soli 12 mesi i Coma_Cose allargano il proprio pubblico, cominciano a passare in radio e chiudono il 2018 con un centinaio di concerti all’attivo.
Nel 2019 danno vita al loro primo disco “HYPE AURA” cui segue un anno fitto di soddisfazioni e riconoscimenti. Varcano i confini della Penisola: suonano a Parigi in apertura ai Phoenix e allo Sziget Festival di Budapest. Questo è l’anno dei tutto esaurito nei club, tra cui quello all’Alcatraz di Milano che segna un patto d’affetto tra gli artisti e la città d’azione. E l’anno del Primo Maggio a Roma e del Capodanno a Milano in piazza Duomo. Ottenute le prime certificazioni FIMI – “Post Concerto” (Disco d’oro) e “Mancarsi” (ad oggi Disco di Platino) – i Coma_Cose cominciano il 2020 all’insegna delle collaborazioni, duettano con i Subsonica e Francesca Michielin e insieme al produttore Stabber danno vita ad un nuovo EP: “DUE”.
Nel 2021 partecipano alla settantunesima edizione del Festival di Sanremo incantando con il brano Fiamme negli occhi, che diventa disco d’oro in sole tre settimane (ad oggi doppio disco di platino) e annunciano l’uscita del loro nuovo album, Nostralgia, uscito il 16 aprile 2021, e seguito dal “NOSTRALGIA TOUR”, che li ha portati ad esibirsi in tutta Italia in più di 30 appuntamenti.
Il 4 novembre 2022 esce “UN MERAVIGLIOSO MODO DI SALVARSI”, il loro nuovo album, anticipato dal singolo “CHIAMAMI”. Partecipano in gara alla 73ma edizione del Festival di Sanremo (7-11 febbraio 2023) con il brano “L’Addio”, che vince il “Premio Bardotti” per il miglior testo e ottiene la certificazione di disco d’oro.
«Il disco è una sorta di diario, un insieme di appunti e suggestioni musicali che spontaneamente sono diventati canzoni. All’apice della nostra esposizione, dopo il riscontro positivo di Sanremo, e un tour tutto sold-out, a fine 2021 siamo spariti, questo perché sentivamo che c’era qualcosa da sistemare, in primis dentro di noi e successivamente tra di noi.
Siamo tornati al nostro nucleo, alla nostra intimità che nel bene e nel male per il lavoro che facciamo spesso viene inevitabilmente distorta. Ci siamo sentiti fragili e ci siamo interrogati su tutti quei conflitti che ci circondano, sul senso delle cose in una contemporaneità che grida pietà sul “troppo di tutto” e inevitabilmente ci siamo chiesti : “che senso ha oggi fare musica?”.
Abbiamo scelto questo titolo perché sottende una domanda, ammettere che c’è qualcosa da sistemare per noi è il punto di partenza da cui costruire un dialogo con il pubblico, ci siamo messi a nudo, abbiamo parlato di noi e analizzato quello che ci circonda e la risposta forse l’abbiamo trovata alla fine del disco, riassaporando ogni giorno dell’ultimo anno. Parte del processo è stato allontanarci da tutto, spegnere i social, ritrovare il nostro baricentro, ma così come non esiste un solo punto di arrivo, così non esiste un unico modo di salvarsi, ognuno deve cercare il suo e questo disco è solo un piccolo invito a rallentare e provare a capire cosa ci può fare stare davvero meglio.» [C C]







