Stato di agitazione proclamato dalle sigle sindacali contro la Provincia di Savona e l’organizzazione dei lavoratori dopo l’assemblea di martedì scorso.
“La vertenza riguarda gravi problematiche organizzative dell’Ente che, ormai da troppi mesi, interessano: assenza di ruoli dirigenziali; importanti carenze di organico e relativo stallo delle procedure di reclutamento avviate da mesi e tutt’ora in attesa di definizione; impossibilità da parte dei dipendenti di assolvere ai propri adempimenti con evidenti ricadute sulla ordinaria attività di gestione, che sta compromettendo l’erogazione di tutti i servizi pubblici (anche) essenziali. Nell’interesse primario della fruizione dei servizi da parte dei cittadini, l’assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori non ha ritenuto possibile accogliere una ulteriore dilatazione dei tempi di intervento, rispetto alle criticità sopraesposte, rappresentata dal presidente durante l’incontro del 21 febbraio con le scriventi organizzazioni sindacali e con l’RSU dell’ente”, fanno sapere i sindacati che proseguono: ”
Inizia il nuovo anno ma USB non perde la pessima abitudine di insultare le altre organizzazioni sindacali, che tra mille difficoltà, stante la difficilissima situazione, stanno cercando di dare risposte significative alle Lavoratrici e ai Lavoratori della Provincia di Savona. Probabilmente a USB interessa abbaiare alla luna piuttosto che cercare unitariamente soluzioni ai problemi che quotidianamente affliggono i dipendenti, a partire dai maggiori carichi di lavoro per finire all’ incerto futuro della dirigenza della Provincia.In presenza di questo cupo scenario USB preferisce alimentare polemiche fra sindacati, con pesanti cadute di stile che la dicono lunga sulla reale volontà di anteporre agli interessi di sigla gli interessi dei lavoratori, prendendo spunto da un colloquio formale con il Presidente e i consiglieri convenuti, tenutosi il 21 febbraio in chiusura del quale avevamo informato che avremmo riferito all’assemblea già calendarizzata che per le scriventi organizzazioni (non per altre) è sovrana. Il 28 febbraio si è svolta quindi l’assemblea, nella quale si è manifestata la volontà di proclamare lo stato di agitazione. Tutte le organizzazioni sindacali presenti, dopo un ampio dibattito, hanno ricevuto il mandato dall’assemblea a proclamare lo stato di agitazione dando loro immediata disponibilità a privilegiare i punti della vertenza unitaria rispetto alle posizioni di sigla. USB, allorchè presente – anzichè prendere atto della volontà dell’assemblea e palesarne quindi il proprio disconoscimento – ha ritenuto di produrre una nota postuma inoltrata a tutti I lavoratori e agli organi di informazione in data 01/03/2023, in cui, tra altro, dichiarava di non essere interessata al percorso unitario. USB ha quindi ritenuto di attendere ulteriori tempi di intervento da parte dell’Amministrazione a scapito delle sofferenze rappresentate dall’Assemblea – continuano – Ci stupiamo di tutto questo dato che detta organizzazione sindacale ha da sempre professato principi di purezza e durezza, accusando le organizzazioni sindacali confederali di non meglio precisate posizioni di allineamento. La verità è che USB si autoesclude, manifestando per l’ennesima volta la paura di perdere una propria identità condividendo un percorso unitario e preferendo anteporre la visibilità di sigla alla volontà dell’Assemblea e all’interesse delle lavoratrici e dei lavoratori”.







