Albenga Politica

Edizione unica dei girnali Il Secolo XIX e La Stampa, il Sindaco di Albenga Tomatis: “Notizia che mi preoccupa”

“La notizia di una probabile prossima unificazione delle edizioni locali del Secolo XIX e della Stampa mi preoccupa sia come sindaco che in questi anni ha sempre avuto un ottimo rapporto di stima reciproca con i corrispondenti locali, sia come cittadino che si è sempre informato attraverso la carta stampata, sinonimo di professionalità, correttezza dell’informazione, valutazione delle fonti e spirito critico e di approfondimento delle notizie”. Lo rende noto il sindaco di Albenga, Riccardo Tomatis.

“Caratteristiche che sono frutto anche della sana competizione tra diverse testate per contendersi “fette di mercato”, ossia lettori, la cui mancanza rappresenterebbe un duro colpo alla pluralità dell’informazione e con ogni probabilità alla sua stessa qualità. Un’informazione libera, di qualità, ma anche e soprattutto plurale, è uno dei fondamenti della Democrazia, come richiamato dalla nostra stessa Costituzione. Per questo ritengo che l’unificazione dell’informazione sia sempre una scelta sbagliata che, nel caso specifico porterebbe alla grave perdita di quel pluralismo di idee e opinioni che trovano voce attraverso le due testate che nel corso degli anni hanno dimostrato di avere sensibilità diverse”.

“Mi rendo conto del difficile momento vissuto da tutti i settori economici e sociali e dell’evoluzione che ha avuto negli ultimi anni quello dell’informazione, anche con l’avvento di nuove tecnologie e forme di comunicazione, così come mi rendo conto del fatto che questa direzione era già stata presa tempo fa quando Secolo e Stampa sono state accorpate sotto il gruppo Gedi, ma l’aver mantenuto le due edizioni locali ha garantito, fino ad oggi, quei valori che non potrebbero ritrovarsi se si avessero due edizioni fotocopia”, ha proseguito.

“Vi è poi la non trascurabile partita legata ai corrispondenti e collaboratori che in questa situazione rischiano di non venire adeguatamente tutelati.
Magari non si parla di licenziamenti o interruzione dei rapporti, ma di fatto ridurre drasticamente gli spazi, creando un’unica edizione, significa non permettere ai giornalisti che lavorano pagati ad articolo di ottenere adeguato sostentamento dalla propria attività lavorativa.
Parliamo di posti di lavoro, di persone che hanno delle famiglie.
Spesso sui giornali troviamo ampi articoli sulle giuste vertenze sindacali legate ad aziende del territorio, in diverse occasioni questa visibilità data dai giornali ha portato a sbloccare situazioni anche difficili.
Temo che domani non leggeremo nulla però su questa situazione che riguarda, oltre al diritto all’informazione, anche lavoratori, giornalisti professionisti e tutto l’indotto.
Con queste poche righe voglio manifestare tutta la mia vicinanza alla categoria (valuteremo l’opportunità di portare un ordine del giorno durante il prossimo consiglio comunale per prendere posizione unanimensu questo argomento) sperando che possa esservi un ripensamento da parte dei vertici su questa che ritengo essere una scelta sbagliata da ogni punto di vista”, ha concluso.

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