Attualità

La sicurezza dei torrenti parte dalla montagna ma ne beneficiano la costa e il turismo balneare

 

Riceviamo e pubblichiamo.

E’ il giorno dell’acqua…- sì preziosa, pura e casta – per dirla alla Francesco d’Assisi. Di quella da convogliare negli acquedotti fino alle famiglie e alle imprese, e pure di quella da imbrigliare nei torrenti per evitare disastrose alluvioni. Proprio perché siamo in autunno, partiamo proprio dalla messa in sicurezza dei corsi d’acqua. In questo ambito, nella provincia di Imperia c’è fame e sete di interventi mirati ed efficaci contro le devastazioni. Perchè c’è arretratezza, cominciando proprio dalle risorse economiche con bilanci comunali asfittici, finanziamenti regionali con il contagocce, programmazione territoriale quasi assente, una scarsa considerazione generale.
Le esperienze a confronto sull’acqua, dalla progettazione alla concreta realizzazione dei progetti, sarà il motivo conduttore dell’incontro ospitato a Pigna l’11 ottobre (dalle ore 10), nel quale si parlerà di “buone pratiche” con il sindaco Roberto Trutalli in nome dei piccoli borghi alpini; con un rappresentante del Parco naturale delle Alpi liguri per dibattere sulla riduzione dei consumi delle risorse nelle attività economiche di montagna; con un esponente di Agrigeo21 sul ruolo delle risorse idriche per la tutela e riqualificazione del territorio.

Qual è la situazione dei torrenti in Alta Valnervia?

“E’ una nota dolente – dice il sindaco di Pigna, Roberto Trutalli -. Se vado in Regione a parlare di regimazione delle acque, non trovo solo tanti sordi ma anche grande indifferenza. Pensano agli arenili, alla costa, al turismo balneare, ma non considerano che la sicurezza deve partire dalla montagna. In soldoni: per la pulizia dei rii abbiamo chiesto 30 mila euro e ne abbiamo ottenuti 8 mila per ripulire l’ansa di Prato Giaira proprio davanti al paese, invaso da ottomila metri cubi di materiale alluvionale. Pochi. Inoltre tra Buggio e Pigna siamo attraversati da oltre sei chilometri di torrente Nervia interamente intasati da materiale roccioso proveniente da una frana attiva che insiste sulla gola dell’Incisa sul monte Toraggio. Ancora, possiamo contare su 250 mila euro dalle schede dell’autunno 2019 per la messa in sicurezza del rio Rastello, affluente del Nervia. Tra Pigna e Buggio esistono ancora i resti di 26 frantoi ad acqua per la molitura delle olive, storicamente in grado di rallentare di molto il defluire delle acque in caso di forti piogge. Oggi abbiamo la necessità di realizzare interventi idraulici per fare lo stesso lavoro per prevenire ed evitare rovinose turbolenze. E, naturalmente, trovare adeguati mezzi finanziari. A Pigna, circondata da torrenti e rii di diversa portata, si tratta di fare opera di mitigazione tutt’attorno al paese, in vista di future estati sempre più torride e di piogge sempre più violente”.

Dalla messa in sicurezza dei rii, alla fornitura di acqua potabile alle utenze, il passo è breve.
Consumare acqua in modo responsabile da parte di residenti e turisti da una parte; impegno e investimento economico dei Comuni per progettare ed eseguire fondamentali opere di raccolta e distribuzione idrica verso le utenze finali, dall’altra. Sono progetti ambiziosi, oltrechè impegni epocali e culturali profondi, quelli lanciati dalle Giornate di Formazione “Adattamenti ai cambiamenti climatici sul territorio ligure. Strategie e sfide” promosse da Interreg, Alpimed e Alcotra. Il primo incontro è stato il 3 ottobre scorso, moderatrice Daniela Caracciolo di Arpal. Un escursus a 360 gradi: azioni regionali ed europee per lo sviluppo di fronte agli sconvolgimenti da surriscaldamento globale; analisi delle azioni realizzate con il progetto CLIMA; vocazione dei territori e costi da sostenere per le strategie di adattamento ai cambiamenti climatici.

Questo il quadro d’insieme ambizioso. Ma come passare dalle parole alla progettazione ai fatti, e ai benefici per le comunità montane di riferimento compresi i suoi ospiti? Difficile a dirsi. Innanzitutto bisognerà innanzitutto verificare quante voci dei borghi montanti si faranno sentire per puntare i riflettori su problemi annosi come la prevenzione, la cultura del rispetto dell’ambiente, contro le piaghe dell’emergenza siccità e dei disastri fin troppo previsti e annunciati.
Pigna è una di queste “voci” che – fatti alla mano – tenterà di farsi ascoltare anche ai piani alti della politica. Il villaggio dell’Alta Valnervia ha sviluppato un progetto che, già nell’estate più torrida, ha consentito di affrontare e ridurre l’emergenza siccità.
Come ha fatto? “A Pigna – dice il sindaco Roberto Trutalli – abbiamo sostituito 270 metri di condotte, recuperando 53-54 metri cubi di preziosa acqua potabile al giorno nel periodo più siccitoso. Nella frazione Buggio, rifatti altri 100 metri di tubazioni e quindi limitate altre gravi dispersioni a favore dei consumi domestici e delle aziende turistiche e artigiane”.

Con quali risorse?
“Con un mutuo da 120 mila euro, ma anche attingendo dal nostro avanzo di bilancio per 100 mila euro, e pure recuperando crediti in sospeso dall’Aamaie di Sanremo per 30 mila euro”.

Proseguirete su questa strada?
“Certo. Con i fondi del Piano di sviluppo rurale della Regione che ha stanziato 450 mila euro, abbiamo in progetto di recuperare altri 700 metri cubi di acqua che ora va ancora dispersa. Insomma: rilanciamo con decisione il risparmio idrico a monte del consumatore finale. Pigna è ricca di risorse e intendiamo sfruttarle tutte. Ci sono cinque acquedotti diversi, e soltanto la sorgente di Colla Melosa consente di ottenere 164 metri cubi in vasca tutto l’anno”.

Sindaco, abbiamo sentito tanti appelli anti-sprechi rivolti alle famiglie, ma il problema sembra essere nelle condotte.
“Anche. Correnti galvaniche, tubi in ferro vecchi di decenni con perdite vistose, sorgenti non utilizzate. I problemi si sommano tutti. Così abbiamo cominciato ad affrontarne qualcuno e i risultati si sono visti bene la scorsa estate, quando le famiglie hanno fatto la loro parte responsabilmente”.

 

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