Cairo Montenotte Politica

Ospedale di Cairo, il Comitato Sanitario Valbormida risponde a Toti: “Non ha capito quali siano le reali necessità del territorio”

Il comitato sanitario locale Val Bormida risponde a Toti:  “Rileggendo gli articoli e i commenti social ci rendiamo conto, ancora un volta, che il presidente della Regione Giovanni Toti non ha capito quali siano le reali necessità del territorio”. 

“Riaffermare che grazie al Pnrr il 90% delle esigenze del territorio saranno soddisfatte ci porta a pensare che forse Toti dimentica che la maggior parte dei fondi citati sono destinati a rifare o adeguare le strutture, e non a riempire queste strutture di servizi e di personale. In Italia ci sono già, sparse ovunque, cattedrali nel deserto costruite per meri interessi politici senza che diano poi un minimo ritorno assistenziale alla popolazione: ne abbiamo già una buona esperienza per le sale operatorie a Cairo Montenotte costruite anni fa e oggi non utilizzate”. 

“L’ospedale di comunità viene decantato come risoluzione totale dei problemi della Val Bormida: ci chiediamo e chiediamo a lui come intende riempire e rendere operativa quella struttura che il Pnrr permette di realizzare? Quali saranno le reali attività che verranno garantite? Con quale personale? E quando la popolazione potrà fruirne? Ricordiamo che per il capitolo personale il Pnrr non prevede alcun capitolo di spesa. E da quanto ne sappiamo il personale che potrebbe essere coinvolto (medici di base ecc) è già attualmente in affanno per carenze di organico e tra un paio di anni il 50% di quelli operanti raggiungerà l’età pensionistica. Forse Alisa ha un un cilindro magico dal quale si potranno estrarre i medici? Siamo stanchi di ribadire l’evidenza”. 

“Rinviamo al mittente l’accusa di perseguire una politica miope o ipocrita, così come l’argomentazione secondo la quale nella nostra valle non ci sono i numeri che giustifichino un pronto soccorso: i pochi accessi sono stati creati apposta per poter affermare che non c’è bisogno di un servizio di emergenza: se le pubbliche assistenze per partito preso non vengono inviate a Cairo Montenotte, è ovvio che gli accessi diminuiscano. Questo non lo diciamo solo noi, ma è una chiara denuncia fatta da tutti i militi delle pubbliche assistenze: al punto di primo intervento di Cairo arrivano solo i pazienti in auto-presentazione. Infine, il presidente Toti dovrebbe spiegarci perché è meglio il nulla che un pronto soccorso sufficientemente efficiente per 24 ore”. 

“Quindi tutto ciò cosa significa? E’ ipocrisia, chiamiamola cosi per essere gentili, ma da parte di chi? Questo è un sistema subdolo che vuole evitare di offrire ai cittadini un servizio salvavita. E non crediamo siano solo i numeri che determinano l’efficienza di una struttura, ma sono le persone che con la loro determinazione e professionalità danno il valore aggiunto”. 

“Se il presidente Toti avesse prestato un minimo di attenzione alla presentazione fatta sabato ad inizio manifestazione, avrebbe capito che la Val Bormida necessita anche di altri servizi che sono quelli che i circa 3 mila cittadini hanno ribadito a gran voce per le vie di Cairo. Servizi indicati nel documento unitario, a lui ben noto, redatto dal distretto sociosanitario, dalle rappresentanze sindacali Cgil-Cisl e Uil e dal comitato sanitario. A dare ancora più forza a queste richieste sabato erano presenti 18 sindaci della valle che senza colore politico, ma con un unico obiettivo, hanno voluto rappresentare l’intera comunità (40.000 abitanti), sottoscrivendo (pubblicamente) nuovamente le necessità di cui la Val Bormida ha bisogno con urgenza”. 

“Caro presidente Toti, il nostro comitato, come è risaputo, agisce solo ed esclusivamente per l’interesse della collettività. Non appartiene a schieramenti politici di sorta e men che mai agirebbe approfittando delle paure della gente; le continue bugie sulla sanità sono vostre, unico strumento impattante in ogni periodo elettorale, fanno parte del vostro Dna. Questa volta le chiediamo di scendere in strada umilmente, parlare con i cittadini e fare il loro interesse come impone il mandato che ha ricevuto. Le chiediamo anche di mettere all’ordine del giorno di portare a bilancio un aumento di spesa al fine di trasformare il San Giuseppe in ospedale con sede di pronto soccorso – conclude il comitato – Dia una risposta concreta alle nostre richieste che sono indispensabili per garantire la sicurezza dei pazienti. Non costringa la popolazione della Liguria intera a presentarsi sotto i palazzi della Regione per protestare richiedendo solo ciò che le spetta”. 

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