

“Dieci anni fa, alle 21:45 del 13 Gennaio 2012 una crociera si trasforma in tragedia.
La Costa Concordia, partita da Civitavecchia alle 18:57, all’altezza del promontorio dell’Argentario abbandona la rotta per Savona e punta verso l’Isola del Giglio.
Il suo comandante, Francesco Schettino, vuole fare “l’inchino” davanti alle case di Giglio Porto”. E’ il ricordo che consigliere regionale di maggioranza, Angelo Vaccarezza.
“Per inchino, si intende anche quella manovra utilizzata per portare la nave più vicina possibile alla costa, in modo da salutare chi si trova sulla terraferma.
Non è una consuetudine, ma in certe occasioni la si faceva.
È l’inizio della fine, la drammatica storia di quanto accadde quella notte, di quante vite furono spezzate, la conosce il mondo intero. Quella che invece non tutti conoscono è la storia di Giuseppe Girolamo, ed io ve la voglio raccontare”, ha proseguito.
“Giuseppe si trovava a bordo della nave come musicista.
Sul ponte della Concordia, in quella notte di dieci anni fa, era anche lui in coda per salire sulla scialuppa, spaventato forse più degli altri: lui infatti, non sapeva nuotare.
Eppure Giuseppe non esitò un attimo quando vide arrivare una donna con i suoi due bambini e il marito. «Prego, prego», disse, cedendo il suo posto sulla passerella che portava alla scialuppa di salvataggio. La famiglia si salvò.
Il corpo del ragazzo fu ritrovato due mesi dopo quella tragica sera.
Questa è la storia di un ragazzo semplice, partito dalla sua Puglia, che era felice di vivere, di aver fatto del suo lavoro una passione”, ha concluso.




