Politica Savona

Sistema socio-sanitario e sua riforma, i sindacati: “Perplessi su contenuto e metodo utilizzato per gestire il processo”

Le segreterie savonesi di CGIL, CISL e UIL, commentano: “Lascia alquanto perplessi non soltanto il contenuto della riforma annunciata bensì il metodo utilizzato per gestire il processo: la scelta dei proclami e delle risposte tramite articoli di giornale è seriamente preoccupante ed offensiva nei confronti dei territori”.

“Da tempo chiediamo un confronto di merito con la Regione in particolare sulla destinazione delle strutture ospedaliere e sulla riorganizzazione delle prestazioni interne alle stesse nonché dei servizi territoriali senza però ricevere alcuna risposta se non attraverso comunicati giornalistici che anticipano scelte organizzative spesso inattese o comunque di difficile realizzazione. Nel frattempo l’accesso alle prestazioni socio-sanitarie diventa sempre più difficoltoso e la situazione complessiva dei servizi socio-sanitari sempre più preoccupante”.

“La fragilità del sistema messa in evidenza dalla pandemia rischia di non essere affrontata con scelte adeguate concentrandosi esclusivamente su interventi in emergenza e basati su tecnicismi normativi che non rispondono alle reali esigenze della cittadinanza. Per tale motivo chiediamo nuovamente, anche a mezzo stampa (visto che questo è il metodo preferito), un incontro di merito sul tema nell’ambito del quale, pur in considerazione delle difficoltà del momento e delle limitazioni normative, individuare percorsi chiari che traguardino strutture e servizi socio-assistenziali efficienti nell’ambito di un piano di riorganizzazione di mediolungo periodo” aggiungono i sindacati.

“Si ritiene, infatti, inutile e dannoso continuare a promettere interventi non realizzabili ovvero soluzioni che non rispondono alle esigenze di territori con caratteristiche orografiche particolari ed una distribuzione della popolazione diffusa e soggetta a forti cambiamenti legati alla stagionalità”.

“A questo punto forse l’unico modo per uscire dall’impasse e superare le distanze che separano le richieste del territorio dalle soluzioni annunciate è quella di entrare nel merito identificando risorse, strutture, personale, tipologie di prestazione, distribuzione dei servizi sul territorio e tempi di realizzazione. Partendo dalle proposte a suo tempo elaborate e socializzate il sindacato confederale territoriale è pronto ad affrontare il confronto ed auspica che i tempi e le disponibilità lo consentano ancora: senza un ascolto serio delle esigenze territoriali la riforma rischia di tramutarsi in un grande flop ed in uno spreco di risorse”.

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