Politica Savona

Il Presidente della Provincia di Savona, Olivieri sull’aumento di indennità ai sindaci: “Giusto emolumento nei confronti di chi nei territori è chiamato ad assumersi grandi responsabilità”

Nel testo del Disegno di Legge di Bilancio 2022 diramato lo scorso 28 ottobre (il testo definitivo dovrà ancora passare al vaglio del Parlamento), nel paragrafo dedicato alle Regioni, Enti Locali e Coesione Territoriale è presente l’articolo 146 “Disposizioni in materia di indennità dei Sindaci Metropolitani, dei Sindaci e degli Amministratori Locali” relativo alla rideterminazione dell’indennità di funzione dei sindaci.

“Come indicato nel primo comma, la norma prevede un incremento dell’indennità di funzione dei sindaci, in maniera graduale per il 2022 e 2023, fino a diventare permanente nel 2024. L’indennità verrà determinata sulla base del trattamento economico complessivo dei Presidenti delle Regioni e in relazione alla popolazione risultante dall’ultimo censimento e sarà lasciato all’autonomia degli enti come calcolare l’indennità” si legge nella nota diramata dal presidente della provincia Pierangelo Olivieri a nome dei sindaci del Comprensorio savonese.

“Con voce condivisa diversi sindaci degli enti locali del territorio provinciale si vedono concordi sul fatto che la modifica in atto, finalmente, preveda un equo riconoscimento del ruolo del sindaco, che ogni giorno si assume maggiori responsabilità nei confronti dei cittadini e del territorio; al tempo stesso sono uniti nel proporre alcune modifiche ritenute necessarie, soprattutto per quel che riguarda le indennità e lo scudo penale, in particolare per tutelare anche i piccoli comuni, che spesso sono i più penalizzati.Il giusto trattamento economico per i Sindaci va a tutela della professionalità stessa del ruolo e permette il coinvolgimento dei giovani in un “mestiere” così delicato”.

“Un punto di riflessione è quello che porta ad evidenziare come gli adempimenti amministrativi e le responsabilità non dipendano solamente dal numero di abitanti, perché sono quasi esattamente le stesse, osservandosi come l’esposizione di un Sindaco sia identica sia in un piccolo che in un grande comune, con in più la carenza di personale ancora più evidente nelle piccole realtà”.

“Si osserva peraltro come così la riforma appaia incompleta, perché necessiterebbe anche lo scudo penale e, inoltre, come non si possa demandare alle singole amministrazioni la decisione se applicare la rideterminazione o meno, poiché significa diventare strumento politico di campagna elettorale per le opposizioni del momento; ancora, con specifico riferimento ai piccoli comuni sarebbe necessario destinare anche risorse per potere acquisire numero adeguato di dipendenti” prosegue.

“Il pensiero condiviso è comunque quello che, dopo lunghe “battaglie”, si possa intravedere l’obiettivo di riconoscere un giusto emolumento nei confronti di chi nei territori è chiamato, ogni giorno, ad assumersi grandi responsabilità, talvolta anche sproporzionate rispetto agli strumenti e alle risorse di cui dispone, senza un giusto riconoscimento in termini, oltre che economici, anche e ancora di più previdenziali e di ore e risorse personali e lavorative” conclude Olivieri.

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