“Non un’epoca di cambiamenti ma un cambiamento di epoca”, la frase di Papa Francesco inquadra il periodo di transizione che stiamo attraversando che impone un modello nuovo di società e di rapporti interpersonali. Il tema è stato al centro dell’incontro annuale tra il Vescovo della Diocesi di Savona-Noli e i giornalisti locali nella ricorrenza di San Francesco di Sales patrono di chi fa comunicazione. “La pandemia come un’apocalisse” ha detto il Vescovo sintetizzando il lungo periodo di fragilità e disagio che stiamo attraversando, “un’apocalisse” nell’etimologia greca della parola, ossia di rivelazione di tutte le nostre difficoltà. “Siamo stati tutti spiazzati, oltre a privarci di affetti, quotidianità, normalità ci ha potuto aiutare anche a compiere azioni che prima ignoravamo come giocare con i figli, chiamare i parenti, gli amici, pregare”, un pensiero rivolto soprattutto ai giovani che: “Durante la prima ondata si sono comportati benissimo malgrado siano stati privati di tutto”.

Non sono mancati riferimenti anche all’attualità della città di Savona nell’imminenza delle elezioni comunali:” Il nuovo sindaco dovrà avere attenzione a pensare ad una città aperta, ospitale, vivibile, conviviale. Il campus non deve rimanere un enclave distante della città”. Un passaggio significativo è stato fatto anche sulla situazione delle abitazioni abusive della Fontanassa: “E’ un problema di tutte le città non solo di Savona. Non è mai importto molto dei Rom e dei Sinti, ma credo che non spetta alla chiesa dare indicazioni tecniche su cosa deve fare, credo però che sia un problema che non è stato affrontato da diversi anni, è stato trascurato. importato molto dei sinti e dei rom, sono cittadini italiani e anche cattolici, bisognerà trovare una soluzione tra la giusta legalità e il rispetto di queste persone”.






