Politica

Riduzione degli orari di apertura degli uffici postali in Provincia, CGIL Savona: “Non è solo questione di pandemia, servono assunzioni!”

La CGIL di Savona, il SLC CGIL – che rappresenta i lavoratori di Poste Italiane e lo SPI, il sindacato dei pensionati della CGIL, hanno chiesto oggi un incontro al Prefetto di Savona per discutere ed affrontare le ricadute determinate dal ridimensionamento degli orari di apertura al pubblico di
diversi uffici postali della provincia, in particolare nei Comuni più piccoli e dell’entroterra. L’iniziativa di Poste Italiane di ridurre le aperture al pubblico o addirittura chiudere temporaneamente diversi uffici postali non è, come si vorrebbe far credere, attribuibile esclusivamente alle attuali precauzioni anti-contagio, ma richiama la cronica carenza di personale che si protrae da tempo e che aveva già portato negli scorsi anni (ben prima del COVID-19) a riduzioni negli orari di apertura ed alla chiusura definitiva di numerosi uffici nella nostra provincia.

E’ un quadro generale che SLC-CGIL denuncia da anni, che ha determinato più vertenze con l’azienda (anche ultimamente con lo sciopero dello straordinario e delle prestazioni aggiuntive in corso dal 17
dicembre al 16 gennaio) proprio per rivendicare le assunzioni necessarie a superare criticità che in provincia di Savona si sono ulteriormente aggravate negli ultimi 12 mesi con il pensionamento di 30
operatori (sportellisti) ad oggi non integrati con nuove assunzioni.
Soprattutto da ciò, non solo dalla gestione della pandemia, nasce la riduzione degli orari di apertura di oltre 30 uffici postali su tutto il territorio Provinciale. Un’iniziativa che sta mettendo in difficoltà i
cittadini, soprattutto pensionati, anziani e fasce deboli residenti nei Comuni più piccoli, ma anche il sempre più esiguo personale occupato agli sportelli. Personale già provato da un anno molto complicato (ricordiamo che il comparto postale è quello più colpito dalla pandemia dopo quello sanitario), che non ha mai interrotto la propria attività neppure in pieno lockdown e che oggi si trova a dover operare in condizioni sempre più difficili e con concentrazioni di clientela negli Uffici residui.

Poste Italiane è tra le più importanti aziende italiane, una SpA in cui il “pubblico” è azionista di maggioranza. Per la CGIL di Savona la gestione del servizio pubblico che l’azienda è chiamata a garantire nel nostro territorio non è più accettabile. Con l’attuale organizzazione, conseguenza in primo luogo della carenza di personale, con le chiusure o limitazioni d’orario di apertura degli uffici, Poste Italiane sta sempre meno rispondendo alle esigenze di un territorio molto complesso dal
punto di vista geografico, sociale, anagrafico, come quello savonese.
Occorre ristabilire, garantendo tutte le condizioni di sicurezza per il personale e per la clientela, la precedente operatività degli Uffici con orari di apertura rispondenti alle necessità dei cittadini,
individuare le corrette e reali esigenze di personale e procedere subito all’opportuna copertura.

Per questo ci aspettiamo che le Istituzioni Locali a cui abbiamo indirizzato la nostra richiesta – Prefetto, ANCI Liguria e Presidente della Provincia di Savona – convochino al più presto l’incontro e chiedano a Poste di mettere tempestivamente in atto le soluzioni necessarie.

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