Cronaca

Coronavirus, Matteo Bassetti: “Virus fa meno paura, una nuova chiusura sarebbe inutile”

“Il virus oggi fa meno paura e una nuova chiusura sarebbe davvero inutile”. Sono le parole di Matteo Bassetti, direttore della clinica di Malattie Infettive del San Martino di Genova.

“Con questo virus dovremo imparare a convivere, ma senza creare troppo allarmi­smo. La situazione sanitaria e ospedaliera è meno grave rispetto ai mesi del lockdo­won. Le previsioni di crescita nessuno le confuta, ci sono i rientri dall’estero, dalle vacanze,l’aumento del numero dei tamponi effettuati”, ha proseguito.

“I con­tagi ovviamente cresceranno, ma è importante capire che contagio non significa malattia. Non stanno aumentando i ricoveri, che rappresentano l’unica vera emergenza.

Più di continuare a dire di indos­sare le mascherine,di lavare le ma­ni, di evitare gli assembramenti, co­sa dovremmo fare?
Un nuovo lock­down non servirebbe a nulla, oggi non c’è nessuna ragione per chiu­dere nuovamente. Chi lo propone un nuovo lockdown ha qualche evidenza scientifica che servirebbe a qualcosa?

Oggi la situazione è molto diversa rispetto allo scorso marzo-aprile.

Ci sono molti asintomatici. Chi contrae il virus non si ammala automaticamente in modo terribile, a livello mondia­le la letalità sta tendendo alla di­minuzione.
Sembra una malattia diversa, probabilmente perché sia­mo diversi noi: la intercettiamo meglio, siamo diventati più bravi a trattarla. E anche la carica virale sembra diminuita.

Mi auguro che alcune decisioni politiche non siano preambolo per non far fare tornare i nostri figli a scuola. Questo sarebbe il fallimento di un paese civile e democratico. Non posso neanche pensarci un istante”.

Infine, conclude: “Questo è un virus con cui dovre­mo imparare a convivere, rispet­tandolo e rispettandoci. Starà con noi ancora per molto.
Bisogna im­parare a rispettare il distanziamen­to sociale, evitare gli assembra­menti, restare a casa quando si hanno sintomi influenzali, lavarsi spesso le mani. Sono regole basila­ri, ma senza tutto questo allarmi­amo”.

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