Nota dei consiglieri e assessori savonesi della Lista Civica 2.0 “Se da un lato certe affermazioni non meriterebbero neppure di esser lette sino alla fine, è bene comunque dare una risposta al commento del Movimento 5 Stelle sugli assembramenti di venerdì sera in Darsena a Savona”.
“Questo non vale solamente per Savona, ma per tutto lo Stivale, ove eventi simili, che ricordiamo essere opera di un’esigua minoranza della popolazione, a fronte dell’estrema disciplina di moltissimi altri, sono assai diffusi. Le basilari regole del distanziamento fisico (tendiamo a ribadirlo, non sociale, come continua erroneamente a chiamarlo il Governo) e dei DPI da utilizzare in prossimità di altre persone e lo sforzo impressionante degli esercenti già così colpiti dalla crisi, permettono di uscire in totale sicurezza e questo non deve essere inficiato dal comportamento irresponsabile di pochi”.
“Saremmo tuttavia ancor più preoccupati se la paura di uscire avesse la meglio e delle relative conseguenze socio economiche. È il momento del coraggio, se adoperato all’interno delle regole! Bisogna aprire più luoghi pubblici possibili per diminuire il rischio di assembramenti e supportare gli esercenti per il rispetto del distanziamento fisico. Occorre anche prevenzione per arginare i comportamenti inappropriati e questo può passare attraverso un tavolo con la scuola, le istituzioni e le associazioni, per favorire il dialogo e invitare al rispetto reciproco”.
“Tornando al commento del M5S, esso denota la totale impreparazione degli autori. Se l’intento era quello di segnalare “prevedibilissimi assembramenti” i consiglieri del Movimento, come Pubblici Ufficiali sarebbero stati tenuti a rivolgersi a priori alle autorità competenti invece che provvedere ad un tardivo comunicato stampa. Tutti buoni a prevedere il giorno successivo!”
“Se, di contro, l’intento è quello di mascherale chi realmente è inadeguato, ovvero il Governo centrale, il tentativo è a dir poco fallimentare. Sono note a tutti le giravolte di Conte sulla reale gravità del Covid e gli Spritz milanesi di Zingaretti ad emergenza in atto, l’assunzione di pieni poteri del Premier e gli annunci ad orari improbabili di DCPM (strumento peraltro stra abusato) prima della loro firma, le confusioni sui decreti, fondi e ammortizzatori sociali sbandierati e mai arrivati”.
“Imbarazzante è stata la gestione della scuola da parte del Ministro Azzolina, che invece di approfittare dell’emergenza per attuare un Piano Marshall per le vetuste istituzioni scolastiche e riuscire nella tanto proclamata abolizione della classi pollaio, preferisce mandare in completa confusione studenti ed insegnanti con comunicati contraddittori (marzo: tutti promossi, aprile: le insufficienze si recuperano a settembre, maggio: si può essere bocciati) e cercare di bandire assurdi concorsi a crocette con decine di migliaia di insegnanti nel bel mezzo dell’emergenza. Inadeguato anche il ruolo di Bonafede e Spadafora e, cosa che ci tocca più direttamente, di come i Comuni siano stati abbandonati a sé stessi, salvo essere costretti a far fronte con le proprie risorse a decisioni del Governo”. Concludono De Lucis, Dogliotti, Marabotto, Scaramuzza, Sotgiu e Venturelli.







