Politica

Sanità: angeli di serie A e serie B. Lo scandalo della discriminazione dei lavoratori somministrati

Nella sanità italiana e ligure ci sono angeli di serie A e serie B. Dopo l’ondata di retorica su chi, nelle strutture ospedaliere, laboratori e residenze per anziani, si è prodigato per curare gli italiani, ancora una volta emerge lo scandalo che a chi fa un uguale lavoro non sono riconosciuti uguali diritti.  Le organizzazioni sindacali genovesi, con le segreterie nazionali, denunciano l’inaccettabile esclusione dei lavoratori  somministrati dal beneficio dei trattamenti economici accessori e integrativi in favore del personale sanitario impegnato durante l’emergenza epidemiologica da Covid-19, oltre al perdurare della situazione di discriminazione per i lavoratori somministrati, esclusi dall’accesso alle quote riservate per l’ammissione ai concorsi pubblici, nonostante abbiano prestato diversi anni al servizio della pubblica amministrazione.I lavoratori somministrati della sanità (12mila in tutta Italia e quasi un migliaio in Liguria) sono, dal punto di vista della formazione e dal punto di vista del lavoro richiesto, totalmente identici ai dipendenti delle Asl. Ma, invece, dipendono da Agenzie interinali che “li mandano in missione” nelle strutture pubbliche, a riempire i vuoti della sanità.Uguale lavoro ma minori diritti. Per questo Nidil Cgil, Felsa Cisl, Uiltemp da settimane sollecitano inutilmente le istituzioni nazionali e regionali e le rappresentanze politiche a una presa di responsabilità.Nidil Cgil, Felsa Cisl, Uiltemp genovesi, in linea con le segreterie nazionali, ritengono necessaria una mobilitazione del comparto sanità e di tutti i lavoratori interessati sul tema del riconoscimento dei trattamenti economici accessori e integrativi, chiedono formalmente, con lo stato di agitazione dei lavoratori somministrati del comparto la procedura di raffreddamento e il relativo tentativo di conciliazione agli uffici della Prefettura (come previsto dalla legge n° 146 del 12 giugno 1990, come modificata ed integrata dalla legge n°83 dell’11 aprile 2000). A questo proposito Nidil Cgil, Felsa Cisl, Uiltemp chiedono un urgente incontro con le strutture della Regione per trovare una strada per risolvere questa scandalosa situazione.

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