Cairo Montenotte Cronaca In Primo Piano

Cairo, la lettera dei sindaci della Valbormida in difesa dell’ospedale”

“Siamo consapevoli che siete chiamati a prendere queste decisioni la ragionevole consapevolezza che lo stiate facendo con la massima professionalità, competenza, etica e con grande senso civico”

Ecco il testo della lettera che i sindaci della Valbormida hanno inviato alle autorità regionali in merito alla temporanea chiusura dell’ospedale di Cairo: “Esprimiamo rammarico, perplessità ed enorme preoccupazione per le conseguenze di tale decisione. L’ospedale di Cairo rimane un punto di riferimento fondamentale per le necessità sanitarie di un’intera valle che non possiamo e non vogliamo perdere. E’ evidente che la gravità della situazione impone di concentrare tutti gli sforzi, e da parte di tutti, su questa emergenza che ha proporzioni planetarie e ripercussioni gravissime sulla salute di tutti quanti noi. Siamo consapevoli che siete chiamati a prendere queste decisioni la ragionevole consapevolezza che lo stiate facendo con la massima professionalità, competenza, etica e con grande senso civico. Il tutto nell’interesse del bene comune che in questo momento è salvare quante più vite umane possibili. Riteniamo quindi che tale decisione vada compresa nell’ottica di concentrare tutte le risorse mediche disponibili per arginare il Coronavirus e poter riportare il nostro Paese alla normalità nel più breve tempo possibile”. “Chiediamo che una volta terminata l’emergenza sanitaria l’ospedale di Cairo torni a funzionare non come prima ma meglio di prima. Proseguendo con sollecitudine alla definizione dell’accordo con i privati. Al fine di arrivare a una gestione finalmente efficace ed efficiente della struttura sanitaria in grado di rispondere alle esigenze della popolazione della nostra valle. Tale richiesta rappresenta un’esigenza vitale, assolutamente irrinunciabile e non negoziabile per il nostro territorio, che porterebbe a gravi conseguenze se le promesse di ripristino non dovessero essere mantenute. Inoltre, chiediamo che assieme al garantito servizio di dialisi, dell’attività diagnostica radiologica e di laboratorio, come anche di Guardia Medica, possa essere immediatamente disponibile, almeno per il periodo di chiusura del Punto di Prima Intervento, una una seconda automedica del 118 a servizio del nostro vasto territorio della Val Bormida”.

Informazioni sull'autore del post

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *