“Questo processo di privatizzazione si fa sulle spalle dei cittadini e degli operatori, visto che il privato arriva a gestire l’ospedale senza un accordo sul personale”
Sulla privatizzazione degli ospedali del San Maria della Misericordia di Albenga e del San Giuseppe di Cairo Montenotte, dopo che l’apposita commissione tecnica regionale ha assegnato all’Istituto ortopedico Galeazzi di Milano la gestione dei nosocomi, intervengono i consiglieri regionale del PD Giovanni Lunardon e Mauro Righello.
“Continuiamo – sottolineano i due esponenti del Partito Democratico – a ritenere errato questo processo di privatizzazione, di cui abbiamo chiesto la revoca nel recente Consiglio regionale straordinario sulla sanità presentando quattro ordini di ragioni. Non si può privatizzare senza una regia e senza avere obiettivi chiari. Non è possibile trasformare i punti di primo intervento in pronto soccorso funzionanti a parità di budget”.
“Per reperire risorse aggiuntive, oltre a quelle (in aumento) in arrivo dal Ministero, abbiamo chiesto la chiusura di Alisa: la superagenzia voluta da Toti e Viale che, di fatto, produce solo burocrazia che ci costa 12 milioni di euro all’anno. Inoltre questo processo di privatizzazione si fa sulle spalle dei cittadini e degli operatori, visto che il privato arriva a gestire l’ospedale senza un accordo sul personale”.
“Per Cairo e la Valbormida serve un ospedale di area disagiata, a favore del quale erano raccolte migliaia firme, anche di consiglieri regionali che ora siedono in maggioranza, ma che probabilmente hanno la memoria corta. Insomma a nostro avviso siamo di fronte a processo di privatizzazione sbagliato, pasticciato, oggetto di ricorsi al Tar e tardivo i cui effetti negativi si vedranno nella prossima legislatura”.





