Le richieste dei Sindacati al Ministro Di Maio richieste specifiche per l’area di crisi industriale complessa di Savona

Le richieste dei Sindacati

Durante l’incontro avvenuto ieri nella sede di Piaggio Aerospace a Villanova d’Albenga, i Sindacati hanno avanzato in un documento unitario richieste specifiche, oltreche per i due siti produttivi di Piaggio e Bombardier, anche per le problematiche connesse con l’Areda di Crisi industriale complessa.

AREA DI CRISI INDUSTRIALE COMPLESSA DI SAVONA

Percorso e contesto

Il percorso ha inizio nel 2013, quando è proprio il sindacato territoriale Savonese a denunciare la drammatica situazione dell’economia locale ed a proporre la rimodulazione del vecchio Accordo di programma realizzato per la crisi Ferrania sottoscrivendolo, nella nuova versione ampliata, il 5 giugno del 2014 con la denominazione EN.TRA. – Energia e Trasporti.

Dopo una fase di mobilitazioni, culminate nello sciopero territoriale dell’industria del 31 maggio 2016, a settembre dello stesso anno il Ministero dello Sviluppo Economico riconosce lo status di Area di Crisi Industriale Complessa (21 settembre 2016) per la provincia di Savona (21 comuni).

Il 17 ottobre 2016 CGIL, CISL e UIL territoriali presentano a tutte le Parti Sociali ed alle Istituzioni locali del territorio una propria “Piattaforma unitaria per il rilancio economico e produttivo del territorio” (vedi allegato B).

A marzo 2017 viene istituito presso la Provincia di Savona un gruppo di coordinamento territoriale (composto da CGIL, CISL e UIL territoriali, Associazioni Datoriali, Provincia di Savona, Autorità di Sistema Portuale) con lo scopo di monitorare lo stato di avanzamento dei progetti, di coinvolgere le Parti Sociali nell’individuazione degli indirizzi di politica industriale, di gestire la ricollocazione dei lavoratori espulsi dal mercato del lavoro attraverso il continuo adeguamento delle normative sugli ammortizzatori sociali in relazione ai tempi di attuazione dei processi economici e di reindustrializzazione. Compito quest’ultimo che ha determinato la sottoscrizione di nr. 3 Accordi con la Regione Liguria per gli anni 2017, 2018 e, pochi giorni fa, per l’anno 2019 in cui si dota il territorio degli specifici Ammortizzatori sociali e politiche attive previsti dalle norme Nazionali per le Aree di Crisi Industriali Complesse.

Tra il 26 settembre ed il 26 ottobre 2017, a seguito di incontri tra il gruppo di coordinamento e controllo nazionale – GCC – previsto dalla procedura di Area di Crisi Complessa (riconosciuto l’8 febbraio 2017) ed i soggetti locali, viene attivata la CALL per l’individuazione di potenziali manifestazioni di interesse: emergono 123 proposte di investimento di cui 116 per attività produttive e 7 per attività di ricerca e sviluppo per oltre 670 mln di euro.

A febbraio 2018 viene approvato il Piano di Riconversione e Riqualificazione Industriale –PRRI – da parte di INVITALIA con la previsione di risorse pubbliche per complessivi 40,7 mln di euro.

Il 30 marzo 2018 viene firmato l’Accordo di programma per il rilancio del territorio della provincia di Savona tra Mise, Invitalia, Anpal, Mit, Regione Liguria, Provincia di Savona e Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale (porti di Savona e Vado Ligure).

Il 20 aprile 2018 viene emanato l’Avviso 181/89 con scadenza 1° ottobre 2018 dal quale emergono 15 progetti di investimento per una somma complessiva di circa € 107 mln di euro, una richiesta di oltre 66 mln di agevolazioni ed un impatto occupazionale di circa 450 nuove assunzioni (vedi allegato C).

A gennaio 2019 INVITALIA pubblica la graduatoria di ammissione alla fase istruttoria delle domande di accesso alle agevolazioni ai sensi della L. 181/89 (vedi allegato D e aggiornamento ad aprile 2019 allegato E).

Nonostante le opportunità riconosciute al territorio a fronte dello status di Area di Crisi Industriale Complessa, la situazione industriale continua a presentare importanti situazioni di crisi.

Il territorio savonese continua a vivere una drammatica situazione economica ed occupazionale, martoriato da crisi industriali ancora oggi prive di soluzione (Bombardier, Piaggio Aerospace, Ferrania Solis, Mondomarine ecc.) oltre che penalizzato dalle ricadute negative causate dall’isolamento in cui si trova dal 14 agosto scorso a seguito del crollo del Ponte Morandi con conseguenti notevoli danni economici in tutti i comparti nell’intero ponente ligure.

Per questi motivi si ritiene fondamentale passare alla fase “operativa” dei contenuti dell’Accordo di Programma ad oltre 1 anno dalla sua stipula e soprattutto velocizzare l’iter della procedura per permettere l’avvio degli investimenti.

Principali criticità riscontrate

Nonostante il ruolo propulsivo e decisivo per il riconoscimento dello status di Area di Crisi Industriale Complessa fino ad oggi giocato dal sindacato territoriale, non possiamo non segnalare due importanti criticità:

  • la mancanza o comunque l’inadeguatezza delle comunicazioni rispetto all’evolversi dell’iter della procedura;
  • la lentezza dell’iter decisionale per la concessione delle agevolazioni.

Per quanto riguarda il mancato coinvolgimento nella gestione delle informazioni, tale mancanza inibisce alle Parti Sociali locali la possibilità di indirizzare e coordinare un modello di sviluppo coerente con le potenzialità del territorio (l’ultimo incontro ufficiale con i rappresentati di INVITALIA risale all’8 maggio 2018 presso la Regione Liguria).

Non si hanno notizie, né tempestive né a medio termine, rispetto alla valutazione delle richieste, alle eventuali esclusioni nonché alle motivazioni di quest’ultime. In questo modo è impossibile provare ad individuare, per tempo, eventuali soluzioni alternative, anche di carattere locale, che non facciano desistere eventuali investitori e non blocchino piani di reindustrializzazione.

Lalentezza dei processi decisionali sulla concessione dei finanziamenti della L. 181/89 rischia, anch’essa, di allontanare nuovi soggetti industriali seriamente interessati ad investire sul territorio.

In attesa della valutazione conclusiva delle credenziali per l’accesso ai finanziamenti, infatti, i 15 progetti di investimento sono quasi tutti rimasti fermi: alcuni perché esclusivamente subordinati alle agevolazioni altri perché, parzialmente, rimodulabili sulla base della concessione o meno delle stesse.

Il blocco di importanti progetti come quelli ammessi all’istruttoria non solo ha impatti negativi su nuova potenziale occupazione ma sta determinando un graduale disinteressamento verso il territorio da parte, non solo dei grandi investitori ma anche di piccole e medie aziende interessate ad insediarsi in un territorio in fase di rilancio.

Il ritardo complessivo dell’iter sta, inoltre, rallentando l’approvazione e la pubblicazione dei bandi regionali che, come a suo tempo concordato a livello locale, sarebbero dovuti risultare complementari a quello nazionale e coerenti con il modello di sviluppo locale ovvero rischia di inficiarne l’efficacia.

Richieste di intervento

Fotografato lo stato dell’arte, le Organizzazioni Sindacali chiedono con forza:

  • la velocizzazione dell’iter autorizzativo avviato per il territorio savonese al fine di non disperdere le occasioni di nuovi investimenti sul territorio;
  • la semplificazione dell’iter legato alle Aree di Crisi Industriali Complesse che, nella formulazione attuale, rischiano non solo di risultare inefficaci ma addirittura di rallentare o bloccare processi di riqualificazione e di rilancio produttivo dei territori;
  • l’’introduzione immediata di un modello di comunicazione permanente tra livello nazionale, regionale e locale che permetta il monitoraggio dello stato di avanzamento del percorso e l’eventuale tempestiva adozione di possibili azioni correttive anche di carattere locale;
  • l’aumento, in considerazione degli interessi manifestati e della potenziale dinamicità del territorio che, per fortuna, registra interessamenti ed investimenti anche slegati dalla procedura di Area di Crisi Industriale Complessa, dell’aumento delle risorse nazionali previste dal bando;
  • la rapida determinazione delle condizioni per l’avvio dei bandi regionali a sostegno degli investimenti inferiore a 1,5 mln;
  • l’individuazione, nell’ambito delle attività di politica attiva della Regione Liguria, del bacino dei lavoratori (così come previsto dalla normativa nazionale e di cui si attende la definizione da parte della Regione Liguria dal oltre 2 anni) espulsi dal mercato del lavoro, utile per ottenere parte delle agevolazioni a fronte di processi di ricollocazione;
  • la programmazione, il finanziamento e la realizzazione di percorsi formativi finalizzati alla ricollocazione dei lavoratori espulsi dal mercato del lavoro nelle aziende interessate da processi di nuovo insediamento ovvero di ampliamento sul territorio.

A fronte del perdurare di crisi aziendali, da una parte, e del persistere di manifestazioni di interesse rispetto ad un territorio con potenzialità nel medio e lungo periodo, si rende necessario adottare, quanto prima, interventi che favoriscano la conclusione dell’iter dell’Area di Crisi Industriale Complessa nonché l’avviamento di tutte le azioni locali a sostegno dello sviluppo territoriale.

FILIERA DELLE RINFUSE

Si tratta dell’ultima grande crisi industriale in ordine di tempo che rischia di innescarsi nella Provincia di Savona a seguito della sospensione di contributi statali alla Società Funivie S.p.a. che rischia di pregiudicare la continuità operativa ed occupazionale della stessa e delle altre due aziende direttamente collegate TAFS (Terminal Alti Fondali Savona s.r.l.) e Italiana Coke s.r.l. con un impatto occupazionale complessivo di oltre 400 lavoratori.

Funivie e TAFS, oggi, lavorano principalmente per Italiana Coke garantendo a quest’ultima l’approvvigionamento del carbone dal porto di Savona allo stabilimento di Cairo Montenotte attraverso l’attività di scarico della materia prima dalle navi ed il trasporto della stessa mediante gli impianti della Funivia Savona-San Giuseppe.

La situazione determinatasi principalmente per inadempienze da parte dell’azienda Italiana Coke che oggi si trova in concordato preventivo, rischia di pregiudicare un’intera filiera che ha tutt’oggi mercato e che produce coke utile alle fonderie ed alle acciaierie (ad es. per Arcerolmittal Italia)

Proprio in questi giorni è stato attivato, a fronte della denuncia del sindacato territoriale, un tavolo di crisi presso la Regione Liguria che si riunirà il 28 maggio p.v. finalizzato ad affrontare la vertenza prima che assuma carattere di irrimediabilità.

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