La fortuna di un luogo può dipendere da una sola persona? Probabilmente no. Ma, a volte, ci viene il dubbio che l’energia di qualcuno possa ridare linfa vitale a posti che sembravano averla persa.
Ieri siamo usciti da Sherwood e ci siamo recati ad Albissola Marina. Si trattava, soprattutto, di salutare un’artista che si proponeva con una personale al prestigioso Circolo degli Artisti – Giovanna Crescini – e di rendere omaggio alle straordinarie opere di Mario Rossello, distribuite in più luoghi del borgo.
In realtà, ci siamo resi conto che non solo quelle due mostre stavano attirando centinaia di appassionati, ma anche che le botteghe erano aperte e piene di visitatori, e che i locali – all’ora dell’aperitivo – brulicavano di giovani, e che al Comitato di rigore artistico s’apriva una piccola deliziosa collettiva di ceramica e, ancora, che l’antico laboratorio di Lucio Fontana – auspice Adriano Bocca – tornava proprio ieri a vivere, finalmente restaurato.
Di chi il merito di questa bellissima rinascenza albissolese? Di tanti, a partire dall’infaticabile Antonio Licheri del Circolo, per proseguire con sindaco Nasuti e il giovane critico Bochicchio. Ma c’è una persona che ha il merito di aver innescato questo meccanismo virtuoso ed entusiasmante: si chiama Nicoletta Negro e fa, tra le altre cose, l’assessore alla cultura di Albissola.
Nicoletta Negro – per chi non la conoscesse – è quella giovane donna che, prima delle inaugurazioni e di tutte le iniziative che si svolgono in città, prende la parola col fiatone. Perché qualche minuto prima era da un’altra parte, ad inaugurare qualcos’altro.
Lei dice spesso che l’amministrazione ha un semplice ruolo di coordinamento. Le crediamo, anche perché questo è il ruolo che le amministrazioni dovrebbero avere.
Ma crediamo, anche, che in tutto questo ci sia anche un sorta di “effetto Negro”.
Che, ci auguriamo, potrà continuare ancora a lungo.



