Alassio. Il Comune di Alassio è uscito battuto davanti al Tar Liguria sul ricorso presentato dai titolari dei Bagni Nettuno e della società “La Sirenetta”: quest’ultima si era vista revocare la possibilità di svolgere, nell’area della concessione marittima rilasciata allo stabilimento balneare, un’attività di somministrazione di alimenti e bevande. I giudici del Tribuna Amministrativo hanno anche condannato l’amministrazione municipale a pagare le spese processuali, fissate in 2 mila euro.
La vicenda giudiziaria ha avuto origine nel 2011, quando il Comune aveva approvato la parziale commistione tra le due attività, balneare e di ristorazione, nell’area della concessione demaniale, riconoscendo che si trattava di offrire un servizio in più alla clientela turistica. Successivamente, tuttavia, aveva annullato il provvedimento, affermando che in effetti si trattava di due concessioni distinte che insistevano sulla stessa area demaniale. Di qui il ricorso e la sentenza del Tar, che ha dato ragione agli imprenditori, sulla base dell’impostazione che, ferma restando l’unicità del concessionario, la legge consente “la possibilità che sui beni demaniali possano operare più imprese”.




