Genova. Domenica prossima, 8 aprile, inizia il viaggio della delegazione del consiglio regionale in Friuli Venezia Giulia, Croazia e Slovenia per conoscere i luoghi dove si consumò la persecuzione della comunità di lingua italiana durante la fine della Seconda Guerra Mondiale: formazioni irregolari dell’esercito jugoslavo attuarono una feroce repressione della popolazione italiana, che da secoli abitava nell’area geografica allora denominata Venezia Giulia. Migliaia di persone vennero gettate e trovarono la morte nelle foibe, i profondi crepacci di roccia carsica che caratterizzano la regione. Quella persecuzione scatenò il drammatico esodo verso l’Italia di decine di migliaia di persone, provocando lo spopolamento di importanti centri urbani come Fiume e Pola.
«Ritengo doveroso da parte dell’assemblea legislativa – dichiara il presidente del consiglio regionale Alessandro Piana – continuare a promuovere fra i giovani un percorso informativo ed educativo su questa pagina dolorosa della nostra storia, purtroppo per lungo tempo sottaciuta dalle stesse Istituzioni repubblicane per corrispondere agli interessi geopolitici dei due blocchi in cui era diviso il mondo. E’ importante, dunque, recuperare questa memoria – conclude – e trasferirla ai nostri ragazzi con una narrazione fedele e precisa e, soprattutto, promuovendo la loro visita nei luoghi in cui questa immane tragedia si è consumata».




