Cronaca

Detenuto nigeriano tenta fuga da Marassi. Sappe denuncia ennesima emergenza

Genova. Neppure qualche giorno di calma che la casa circondariale Marassi di Genova torna al centro delle cronache. Il SAPPE denuncia infatti che ieri il solito detenuto straniero, di nazionalità nigeriana, che nelle scorse settimane aveva prima lanciato della candeggina contro un poliziotto penitenziario di servizio e poi le sue feci e la sua urina contro un altro poliziotto, durante l’ora d’aria ha messo in pila una serie di tavole, forse per tentare una improbabile fuga dal carcere, ed ha poi strattonato un agente, rompendogli la tuta mimetica.
Spiega Donato Capece, segretario generale SAPPE: “Questa è la goccia che fa traboccare un vaso riempito da continui e quotidiani eventi critici. Il detenuto è sempre il solito, rispetto al quale nessun provvedimento viene preso. Il fatto è avvenuto per altro a distanza di qualche giorno dopo
un’ennesima situazione di tensione nel carcere genovese per il quale il SAPPE ha reiterato la richiesta di una ispezione ministeriale in carcere per verificare le molte anomalie che si registrano sistematicamente
sull’organizzazione del lavoro del Personale di Polizia Penitenziaria, con conseguente inasprimento della tensione nella Casa Circondariale. E’ chiaro che il carcere di Marassi è affidato a dirigenti e funzionari che non sono più in condizione di gestire le troppe tipologie di detenuti, con una presenza di soggetti dalla personalità particolarmente violenta, senza alcuna possibilità di diversa collocazione all’interno dell’Istituto. E avrei voluto vedere se le feci e le urine il detenuto le avesse lanciare contro altri, non poliziotti, quali provvedimenti sarebbero stati assunti: magari sarebbe già stato allontanato da Marassi…”.
Capece aggiunge: “Abbiamo segnalato al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria di Roma le significative disfunzioni e inconvenienti che riflettono sulla sicurezza e sulla operatività della Casa Circondariale di Marassi e del personale di Polizia Penitenziaria che vi lavora con professionalità, abnegazione e umanità nonostante una grave carenza di organico ed una organizzazione del lavoro assolutamente precaria e fatiscente. Tutto questo, a parere del SAPPE, conferma con chiarezza come
la gestione e l’organizzazione della Casa Circondariale di Genova sono decisamente deficitarie per cui occorre che le Autorità ministeriali intervengano con la massima sollecitudine, con una ispezione interna e con l’avvicendamento del Direttore e del Comandante del Reparto di Polizia Penitenziaria, che non sono in grado di fare fronte alle costanti e quotidiane criticità”.

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