Savona. Siamo al terzo appuntamento con la storia delle donne nell’antichità vista attraverso l’arte. Dopo le due conversazioni brillanti e coinvolgenti di Lorenza Marchese sui vari aspetti della condizione femminile nella Grecia antica, passiamo ad una civiltà molto più vicina a noi geograficamente ma infinitamente più sconosciuta al grande pubblico e ancora ricca di enigmi per gli studiosi. Come sappiamo gli Etruschi ci hanno tramandato un enorme patrimonio nelle arti plastiche e anche pittoriche legate prevalentemente alle pratiche funerarie, da cui peraltro possiamo presupporre un ruolo della donna non ‘secondario’ in quella società, ma non hanno lasciato testimonianze letterarie e storiche. L’interpretazione di quel mondo può pertanto avvenire solo attraverso il documento archeologico e la vita delle donne può essere ricostruita solo facendo parlare le figure femminili sui sarcofagi o dipinte nelle tombe ipogee come anche gli oggetti d’uso comune e le poche iscrizioni decifrate.
A presentare l’argomento, questo sabato presso Il Labirinto di Savona in via Famagosta alle 18, sarà Gabriella Freccero con l’incontro intitolato: “Donne nell’Arte Antica. Sacerdotesse, dee sibille: il divino femminile nel mondo etrusco”.





