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I Buio Pesto pagati con i soldi dei contribuenti. Lettera aperta al presidente Giovanni Toti

Egregio Presidente,
le scrivo la presente, che spero leggerà.
Giorni fa un sedicente gruppo musicale – noto a qualcuno come Buio Pesto – ha volgarmente aggredito il sindaco e un assessore della città di Savona.
Per bocca del capo della suddetta banda sono arrivati messaggi ed intimidazioni in puro stile mafioso.
Tutto perché l’amministrazione comunale – che, glielo ricordo, ha dichiarato lo stato di pre-dissesto finanziario – non ha voluto pagare un concerto della banda in oggetto.
Ora apprendiamo che sarà lei, egregio Presidente, a pagare l’esibizione che dovrebbe svolgersi, a settembre, nella fortezza del Priamàr.
Immagino che non lo farà con i suoi soldi, ma con quelli dei contribuenti.
Le chiedo, egregio Presidente: le pare giusto e sensato? Le sembra etico?
A Savona non ci sono più neppure gli occhi per piangere. Tutto è stato tagliato: dai buoni per i libri scolastici, alle manifestazioni, agli orari dei musei, ai servizi sociali. La città è sommersa dalla spazzatura. Il morale dei cittadini è sotto i tacchi, nonostante la buona volontà (questo lo riconosco senza problemi) della sindaca e degli altri amministratori.
Egregio Presidente, sono un vecchio frate sovrappeso che ne ha viste tante, e che non s’illude più. Ma lei mi è simpatico, e la considero una persona di buon senso. Per questo le chiedo un favore: destini i soldi del concerto degli inutili Buio Pesto a qualche utile causa. Magari, appunto, a sostegno delle famiglie bisognose che non riescono a pagare i libri scolastici dei loro figli.
Lo faccia.
Non le posso promettere che la prossima volta la voterò, ma qualcuno – dalle nostre parti – potrebbe farci un pensierino.
Un distinto saluto.

Frate Tuck

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