Vado Ligure. Nell’ambito delle iniziative in corso per l’ammissione di Waste Italia Spa alla procedura di concordato preventivo “con riserva”, la società capogruppo ha reso noto di aver rinunciato a dare in affitto la controllata Ecosavona Srl (che gestisce la discarica del Boscaccio a Vado Ligure) ad un’altra controllata, la Green Up Srl come deciso in prima istanza. Le motivazioni industriali alla base della decisione di concedere rami operativi in affitto – ha spiegato una nota del Gruppo Waste Italia – discendevano dalla necessità di garantire continuità dei rapporti con i terzi (fornitori e clienti) attraverso una società, la Green Up, non coinvolta in procedure: una situazione, quindi, di continuità operativa che avrebbe consentito di acquisire nuove commesse nel campo dello smaltimento dei rifiuti, mentre sarebbe stato più difficoltoso farlo attraverso una società in concordato.
Per alcune società controllate i contratti di affitto sono stati sottoscritti già il 24 febbraio scorso e sono diventati efficaci il 6 marzo, mentre per quanto riguarda Ecosavona, l’efficacia del contratto, sottoscritto il 1° marzo, è stata posticipata più volte, fino ad essere rinviata in ultima istanza alla giornata di oggi, 15 maggio.
I successivi rinvii erano conseguenti, aggiunge la nota di Waste Italia, “al protrarsi dei tempi necessari per la formalizzazione del consenso all’affitto dell’azienda da parte del Comune di Vado Ligure, socio di minoranza relativa (25%) all’interno del capitale sociale di Ecosavona. A causa delle difficoltà ad ottenere la formalizzazione del consenso da parte del Comune di Vado Ligure, consenso necessario anche alla voltura delle autorizzazioni indispensabili all’esercizio del ramo di azienda Ecosavona, si è reso necessario sciogliere consensualmente il suddetto contratto di affitto”, prima ancora che diventasse operativo. “Per quanto concerne la strutturazione della proposta di concordato – precisa il Gruppo Waste Italia -, il venir meno dell’affitto di Ecosavona non inficia in alcun modo la stessa in quanto, a termini contrattuali, la Green Up avrebbe comunque dovuto mantenere una contabilità separata fra i differenti rami d’azienda presi in affitto garantendo che i flussi generati da ognuno di essi andassero al servizio delle rispettive procedure di concordato, laddove avviate”.
La partecipazione di maggioranza pari al 70% del capitale sociale di Ecosavona Srl (con il Comune di Vado Ligure al 25% e il Comune di Savona al 5%) viene peraltro mantenuta da Waste Italia e continua quindi a formare parte rilevante dell’attivo patrimoniale di quest’ultima che potrà di conseguenza essere messo a disposizione della procedura”.






