Diciamo la verità, Massimo D’Alema non è esattamente un simpaticone. E forse per questo è stato più sopportato e temuto che amato.
Il pubblico che lo ha accolto a Savona – una Sala Rossa piena, ma non straripante, come era successo con altri leader – era davvero variegato. Forse troppo.
Esuli dem, ex-forzisti ora dem, ex-socialisti, neo-socialisti, arancioni, gente di Sel, ex-rifondaroli, attivisti del “no” al referendum, persino la pasionaria Pongiglione, che mai s’era vista ad una manifestazione davvero politica.
Semplici curiosi? Politici un po’ logori in cerca di ricollocazione? Convinti sostenitori del nuovo corso dalemiano?
Difficile dire.
Ma, a naso, la nuova creaturina politica dell’ex-premier sembra avere, almeno a Savona, il fiato piuttosto corto.




