Genova. “Il Pd in Regione ha presentato un ordine del giorno per contrastare l’azione di Lega e centrodestra, che difende il territorio del Parco di Portofino e quello dell’area di cornice. Il Senato, lo scorso 10 novembre, ha approvato un disegno di legge che mira a trasformare il Parco di Portofino da regionale a nazionale. Il documento, dal primo febbraio 2017, è in esame presso la Commissione competente della Camera. Alcuni contenuti della riforma incideranno pesantemente sul ruolo e sull’autonomia delle Regioni perché le competenze su scelte e gestione di vari processi, che interessano anche i Comuni dell’area di cornice, saranno trasferite ai nuovi Enti Parco nazionali.
Il Partito Democratico ha tolto la maschera. Loro sono contro i cacciatori liguri. Noi a favore dell’attività venatoria rispettosa dell’ambiente, del territorio e delle regole. Nel Disegno di Legge del Governo – spiegano i consiglieri regionali del Carroccio Alessandro Piana e Franco Senarega – è stato inserito il principio in base al quale sarà il regolamento del Parco a disciplinare le attività nelle aree contigue a tali Aree protette. Ora, invece, è di competenza delle Regioni. Assurdo che un organo del genere possa operare scelte che limitino la libertà amministrativa dei Comuni, come, in questo caso, ad esempio Rapallo o Recco.
Inoltre, è previsto che dovrà essere il Piano del Parco ad indicare le aree contigue d’intesa con la Regione, mentre adesso è la Regione che propone l’individuazione all’Ente gestore. Addirittura, la riforma prevede che la disciplina venatoria, estrattiva e la pesca nelle aree contigue, dovrà essere regolamentata dall’Ente Parco, il quale, arbitrariamente, potrà disporre divieti e restrizioni ad hoc solo acquisendo il parere di Ispra, quando ora tale disciplina è adottata dalla Regione sulla base di precise regole che rispettano l’ambiente e il territorio.
Pertanto, con il nostro ordine del giorno chiediamo alla giunta Toti di impegnarsi in sede di Conferenza Stato Regioni e di attivarsi presso il Parlamento affinché la Regione Liguria possa conservare almeno la possibilità di indicare i soggetti gestori delle aree di cui alla Rete Natura 2000 (Sic e Zps) e la disciplina delle attività all’interno delle aree contigue ai Parchi naturali, nonché di individuare le aree contigue e di regolamentare le attività estrattive, venatorie e di pesca all’interno delle aree contigue. Con il nostro ordine del giorno vogliamo invertire la scelta di accentrare tutto su Roma cancellando l’autonomia dei Comuni e della Regione”.






