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"Ridatemi la mia bandiera". Reginaldo Vignola, con poche bellissime parole, inchioda il Pd alle sue miserie. E ne documenta il declino, se non la fine

Reginaldo Vignola รจ l’ultimo esponente di una formidabile generazione di politici. E’ un uomo anziano, figlio di partigiano, che ne ha viste di tutti i colori e che non nasconde le ferite che porta nel cuore. E’ uno di quelli che la politica la facevano, prima di tutto, per passione. Poi veniva il potere, se veniva, e magari alche qualche riconoscimento. Ma non per lui, uomo integro e disinteressato. Tuttavia,ย prima di tutto, in classifica ci stava la passione. Ovvero le idee. Quelle alle quali non si puรฒ rinunciare, perchรฉ sono la guida di una vita. Di tutta la vita. Della tua vita.
Oggi Reginaldo Vignola, dopo una importante e dignitosa partecipazione – verrebbe da dire: testimonianza – nel consiglio comunale di Savona, รจ il presidente dell’assemblea provinciale del Partito democratico.
Un partito retto da un segretario evanescente e in scadenza – Fulvio Briano – e devastato dalle conseguenze della drammatica sconfitta elettorale alle comunali di Savona.
A livello nazionale la situazione, per il Pd, non รจ migliore.
Per questo, crediamo, le parole di Vignola – pubblicate qualche giorno fa su Facebook – hanno a che fare col partito di Renzi ma anche, e forse soprattutto, con quello di Briano.
Scrive Vignola: “Ci sono momenti in cui non capisco piรน quello che sta succedendo dentro al partito, mi sforzo di ragionare con quello che sono io, quello che รจ rimasto di me, le mie coerenze, la voglia di urlare basta, basta: ridatemi la mia bandiera, una strada da fare insieme, dove tutto puรฒ diventare facile”.
Noi di Sherwood abbiamo sempre stimato Reginaldo Vignola. Ma le sue parole – quel “ridatemi la mia bandiera” – sono il meraviglioso appello disperato e lucido di un uomo di altri tempi. Forse piรน lucido di tanti scherani del partito attuale.
Tempi che vorremmo essere ancora i nostri.
Tempi “dove tutto – citiamo ancora Vignola – puรฒ diventare facile”.

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