Politica

Socialisti per il No rispondono alle critiche di strumentalizzazioni di Pertini

 
Savona. Il comitato socialista per il no al referendum ha replicato alle accuse di strumentalizzazione della figura di Sandro Pertini: il presidente l’avvocato Mauro Gradi ha commentato:
“Leggo che alcuni socialisti ritengono sbagliato accostare il Referendum Costituzionale a Sandro Pertini.
E’ un’opinione e nel nostro Paese (grazie soprattutto ai socialisti e ai partigiani), almeno per il momento, c’è libertà di opinione. Come c’è la libertà di scegliere un luogo di alto valore simbolico (quale la tomba del grande socialista e partigiano Sandro Pertini) per assumere liberamente e legittimamente un impegno morale: l’impegno di continuare a batterci per i valori della Resistenza, per la difesa del patrimonio valoriale della nostra Carta Costituzionale e, nel caso di specie, in particolare, per la difesa della sovranità popolare.
Che i socialisti siano divisi tra il No e il Si è un dato oggettivo e conferma una risorsa dell’essere socialista: l’autonomia di pensiero.”
Nessuna strumentalizzazione di Sandro Pertini, che poteva esserci nel caso in cui avessimo detto o fatto intendere che Pertini, oggi, avrebbe votato No. Una simile strumentalizzazione non appartiene alla cultura socialista.
Va evidenziato, invece, che, per la prima volta dopo alcuni decenni, in Liguria, un’organizzazione socialista nazionale (il Comitato Socialista per il No, guidato da Bobo Craxi con la presidenza onoraria di Rino Formica) ha condiviso con l’Anpi (e per noi socialisti è stato un onore) un evento regionale che ha avuto una grande risposta (nonostante l’alluvione in atto) ed una grande risonanza mediatica sia sulla carta stampata che sul web oltre a quella televisiva, che ringrazio pubblicamente.
Quale presidente regionale del Comitato Socialista per il No, invece colgo l’occasione per invitare i Liguri ad una riflessione: “vi pare normale che, di fronte a 17,5 milioni di poveri (1/3 degli italiani) di cui 3,5 milioni di bambini in condizioni di povertà, il governo Renzi spenda oltre 300 milioni di euro per una contro-riforma che, invece di abolire il Senato e così dimezzare i costi del Parlamento, vorrebbe abolire il diritto di voto dei cittadini, vorrebbero impedirci di votare il nostro Parlamento, con un Senato non più eletto dal popolo ma eletto dai politici?”.

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