Il barbone che improvvisava un combattimento di boxe a pugni nudi in Miracolo a Milano regia di Vittorio De Sica (1951) oppure in Poveri ma belli del 1957 diretto da Dino Risi. Erminio Spalla fu un personaggio poliedrico e colto. Nato a Borgo San Martino in provincia di Alessandria il 7 luglio 1897, iniziò come giovane studente di belle arti nella scuola di Brera a Milano ma dopo avre visto al “cinematografo” come si diceva allora, il filmato dell’incontro del secolo dove Jack Johnson, primo nero a vincere il titolo mondiale dei massimi, mise ko al 15 round l’ex detentore Jim Jeffries, a Reno nel Nevada il 4 luglio 1910 decise di diventare un pugile. Fu il primo italiano a vincere un titolo europeo, quello dei massimi Il 20 maggio 1923, all’Arena di Milano, sconfiggendo ai punti in 20 riprese il belga Piet van der Veer. Ha combattuto in Francia, Usa, Argentina, Germania, Gran Bretagna chiudendo la carriera in Brasile nel 1934 a 37 anni, dove scoprì la sua vena lirica. Chiusa la carriera agonistica, Spalla divenne scultore, pittore, cantante, musicista attore e scrittore. In quegli anni si butta a capofitto nella sua nuova vita artistica di cantante lirico ottenendo anche una scrittura per un’emittente radiofonica di Rio e una di Petropolis.
Si aggrega anche ad una compagnia teatrale, dove si affaccia all’arte della recitazione. Tornato a Milano nell’agosto del 1937 si occupa di arte e scultura. Nel 1939 debutta al cinema come attore nel film di Mario Bonnard «Io, suo padre». Nello stesso anno appare ne «il socio invisibile» di Roberto Roberti. L’ultimo lavoro in cui Spalla recita sarà un film del 1963: «Taur, il re della forza bruta» di Antonio Leonviola.
Erminio Spalla appare in ben cinquanta film, tra cui «Capitan tempesta», «Il leone di Damasco», «Il ratto delle Sabine», «Poveri ma belli» e ne «Il Mattatore», entrambi di Dino Risi. Nel frattempo arriva anche la TV: lavora in televisione nel 1969 ne «i fratelli Karamazov», sceneggiato da 15 milioni di telespettatori a puntata. Erminio Spalla, come se non bastasse, trova pure il tempo per scrivere alcuni libri. Colpito da una emiparesi, si spegne il 14 agosto 1971. Le sue ultime immagini sono in bianco e nero durante un’intervista concessa alla RAI.




