

Pietra Ligure. Comunicato di Marco Melgrati in merito alla situazione ospedaliera del santa Corona di Pietra Ligure:
“Ma chi dice che la Regione vuole togliere il Dea di secondo livello a Santa Corona? Il
Dea del Ponente di II livello di Santa Corona- Santa Maria di M. è un “diritto” del
territorio!
Melgrati: importante la presa di posizione dei Sindaci delle provincie di Savona e di
Imperia, ma le intenzioni dell’assessore Viale sono sempre state chiare, dichiarate e
esplicitate.
L’altro ieri sera al teatro di Pietra Ligure abbiamo assistito ad un apprezzabile intento che ripercorre quanto da me
iniziato, in solitario, già dal 2010. Lo fa sapere il vicecoordinatore regionale di Forza Italia e Presidente di Politica per
Passione Marco Melgrati che continua: infatti fui io per primo ad ipotizzare la coesione stretta dei due ospedali per
poter assolvere alle funzioni sanitarie territoriali al meglio, anzichè farsi la guerra. Sono lieto di aver udito ricordati
nella mozione alla firma dei sindaci molti dei passaggi della mozione che feci approvare all'unanimità in Consiglio
Regionale il 27/1/2015, dove proponevo la tutela del DEA di II Livello di Santa Corona e dell'assetto
ospedaliero con l'unione dei plessi di Albenga e Pietra. Non mi spiego perché la stessa mozione non sia ancora
stata portata in Consiglio Regionale anche in questa legislatura da qualche paladino della sanità, di maggioranza o di
minoranza, che siede in Consiglio Regionale! Mi compiaccio di aver potuto ascoltare degli scippi di specialità operati
al DEA pietrese da parte dell'ospedale di livello inferiore savonese, non tanto per questioni campanilistiche quanto per
l'applicazione del Decreto 70/2015 al quale obbligatoriamente la sanità ligure dovrà conformarsi… Ecco quindi che
alcune specialità ora dislocate nel S Paolo dovranno tornare nell'HUB pietrese per completarne il corredo specialistico,
come ampiamente descrivevo nella citata mozione del 2015, quantomeno nella loro direzione ed altre purtroppo
non potranno essere lasciate preda delle smanie dei potenti primari savonesi ma dovranno essere ubicate
necessariamente nel luogo istituzionalmente indicato dalla normativa, cioè nell'HUB. In un momento di tagli alla
sanità purtroppo la ridondanza non ci sarà più concessa e l'assetto ospedaliero dovrà essere correttamente ripristinato.
Le distanze chilometriche e isocroniche che discendono dalla morfologia del nostro territorio, oltre ad una rete viaria
insufficiente, impongono un assetto ospedaliero particolarmente organizzato su plessi ospedalieri facenti parte di una
rete ad HUB/SPOKE come prevede la normativa ed il ponente ligure non può rinunciare al proprio HUB. Ma ciò
nonostante, l’altro ieri sera ho potuto cogliere alcune inopportunità e difetti di strategia: perchè dare già per perduto
il DEA quando i numeri sono dalla nostra parte? Ben venga l'unione tra Albenga e Pietra per formare un unico
ospedale PUBBLICO ma quando si avvia una difesa del DEA occorre esser chiari sulla normativa di riferimento che
altro non è se non il famoso decreto degli standard ospedalieri n. 70/2015. Partiamo dal presupposto che la Legge ci
accorda il diritto al Dea facendo riferimento nei parametri alla precisa definizione di "bacino di utenza" e non di
"residenti" o "abitanti" o altre libere interpretazioni di molti politici e altri che ho ascoltato ieri… i quali quando
parlano di 500.000 residenti paiono elemosinare di comprendere nel calcolo i flussi turistici!!!! questi ultimi sono
già compresi visto che la legge cita espressamente il " bacino di utenza" e quindi disponiamo di ben oltre le
600.000 persone richieste dal decreto. Il significato dei termini è inequivocabile: il bacino di utenza è riferito a
"persone", nè "abitanti" nè "residenti" e quindi, sarà importante poter produrre il dato di presenze medie con cui
parametrare gli ingenti flussi turistici per poter agevolmente veder superato il limite inferiore di riferimento. Per non
parlare dei riferimenti ad un applicazione non meglio precisata della Balduzzi, con la quale si paventa un (improbabile
e indimostrabile ) pericolo di perdita dei nostri Ospedali….(anche se con la vituperata vittoria del Si al referendum
toglierebbe molto del potere contrattuale e decisionale alle Regioni, trasferendolo al Governo centrale) Il ponente
ligure ha pieno diritto di avere un Dea di 2livello, un HUB, e questo – se ne facciano una ragione gli autolesionisti
savonesi- non potrà mai essere ubicato a Savona per ovvia necessità di essere baricentrico ai suoi territori che sono
le due province di Savona ed Imperia. Quindi nessuna deroga, nessun arrendevole auto-mutilazione… Con lo
stesso criterio anche il bacino di utenza di ambito 1 albenganese avrebbe quindi facoltà di rivendicare il proprio
Ospedale in questo caso territoriale, oltrepassando le 80.000 persone di un bacino di utenza importante. Ma
ancor prima di considerarlo ospedale territoriale, il S. Maria di Albenga ha più opportunità ad essere legato al Dea
pietrese per costituirne il suo plesso di ponente, dedito all'attività chirurgica di elezione, oltre ai servizi sanitari di base
che deve offrire come ospedale territoriale. Insomma, la funzione del S. Maria di Misericordia può e deve essere
addirittura a duplice!!!! Savona potrà continuare ad essere Ospedale spoke di primo livello, dipendente dal proprio
hub pietrese/ingauno…con buona pace di qualche primario masochista e Genova-centrico, e di qualche
amministratore savonese frettoloso nelle decisioni improvvide e incauto… e comunque, vista la parata di Deputati e
Sindaci del PD a Pietra Ligure, sarà meglio che questi vigilino sulle reali intenzioni del PD regionale, che
attraverso Raffaella Paita, spezzina Doc, amerebbe espropriare Santa Corona del Dea di II Livello per
esportarlo al nuovo Ospedale di La Spezia…






