Vado Ligure. Osservazioni su gravi rischi ambientali e per la salute inviata, in sede di Via alla variante in itinere in Regione, lo scorso 4 ottobre, ma anche a Ordine dei medici, Asl e il 7 ottobre al Noe dei carabinieri e un esposto contenente 5 anomalie procedurali rilevate nelle varie fasi di progettazione e realizzazione della piattaforma Maersk, inviato all’autorità nazionale anti corruzione il 2 novembre scorso.
Questi i nuovi strumenti messi in campo dalla lista Vivere Vado contro la multipurpose in via di realizzazione a Vado Ligure. Franca Guelfi, ex vicesindaco della cittadina del Ponente, Roberto Cuneo, capogruppo della lista in consiglio comunale e presidente di Italia Nostra e Luigi Bertoldi, ex sindaco Dc di Celle oggi impegnato nella battaglia al fianco degli esponenti del movimento vadese, hanno illustrato la situazione legata al loro forte contrasto tanto alla variante quanto all’intero progetto. “Nelle varie documentazioni relative ai dragaggi come ai rischi ambientali – ha detto Franca Guelfi – non è citata una sola riga legata alle spiagge di Vado e ai rischi che corrono.
Eppure durante i dragaggi si sono toccati almeno 12 elementi su 16 classificati ad alto rischio, di cui 7 ad alto rischio prioritario. Tra questi il benzopirene che a contatto con l’uomo può causare gravi problemi di infertilità ma può essere anche altamente cancerogeno e nocivo per la salute. Di qui le nostre osservazioni alla Regione”. La Guelfi ha anche spiegato le ragioni dell’esposto all’anticorruzione: “Abbiamo rilevato ben 5 anomalie procedurali. Tra queste il progetto preliminare non conforme al piano regolatore portuale, una non conformità alle regole della concorrenza e una modifica sostanziale del progetto in origine da realizzarsi su implacato”. Roberto Cuneo ha invece puntato l’attenzione sull’operazione di acquisto del 50% del pacchetto azionario da parte delle due società cinesi Cosco e Quingdao, secondo lui fatto altrettanto anomalo: “Dovrebbe far riflettere – ha spiegato Cuneo – come i cinesi abbiano acquistato quote con una somma piuttosto modesta pari 8,8 milioni, quando Maersk per il 100% di Apm ci aveva messo ben 50 milioni”.





